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Accademia della Pace
Dall'educazione all'immagine alla formazione del cittadino

Comunicazione, Democrazia, Pace
Dall’educazione all’immagine alla formazione del cittadino

Alcune proposte dell’Associazione Megachip
per l’ACCADEMIA DELLA PACE
Anno Scolastico 2005-2006

A. Comunicazione e democrazia: nuovi stili di cittadinanza consapevole

B. Proposte di percorsi culturali e formativi di Megachip nell’Accademia della Pace

C. Metodologie specifiche di intervento per la scuola

PARTE A

Comunicazione e democrazia: nuovi stili di cittadinanza consapevole

La Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo indica come uno degli obiettivi fondamentali dell’umanità insieme alla giustizia e alla libertà, la pace. Pace che gli Stati devono perseguire, si legge nel preambolo, attraverso scelte politiche e attraverso la collaborazione reciproca. Viviamo invece in un ambiente comunicativo ed informativo in cui la guerra risulta come normalità quotidiana, un sottofondo costante, una conseguenza dichiarata inevitabile e per questo sempre più giustificata ed accettata culturalmente. L’informazione si nutre di guerra, la televisione è diventata essa stessa con la potenza delle immagini, strumento di guerra.
In realtà quello che i mezzi di comunicazione, e in particolare la televisione, producono nella società va molto al di là delle rappresentazioni e delle giustificazioni sulla legittimità dei conflitti:  essi infatti incidono sul livello più profondo della cultura, degli effetti sociali, delle convinzioni individuali, fino allo stravolgimento della stessa logica, arrivando a tematizzare e discutere termini come guerra umanitaria o guerra preventiva.
Per questo è importante partire dai luoghi della logica, del pensiero critico - e la scuola è il principale di questi luoghi - per avviare percorsi di consapevolezza, per rifondare il concetto di cittadinanza, per dare un senso profondo e globale alla singola azione individuale quotidiana, per farla diventare azione di pace. La comprensione dei meccanismi della comunicazione e l’educazione all’immagine sono passaggi obbligati verso questa meta, dato il livello sempre maggiore di interconnessione e l’esponenziale aumento dei messaggi cui è sottoposto un soggetto durante la sua formazione, messaggi che lo inducono a confondere realtà e rappresentazione, bisogni reali e bisogni indotti, immagine e mondo reale.

Megachip propone percorsi di educazione al pensiero critico nei confronti dei media come modalità di acquisizione di consapevolezza di sè e del mondo, come via ad una cittadinanza consapevole, come necessità di pulizia mentale contro l’invasione pubblicitaria, come stimolo a ripensare la società e i rapporti umani, come modalità di comprensione delle dinamiche di scambio e di relazione tra il Nord e il Sud del mondo. Come via ad una ricerca di pace.
Una nuova forma di partecipazione e di cittadinanza, basata sulla capacità di lettura critica dei messaggi, sull’analisi e l’approfondimento, sulla partecipazione attiva degli alunni a tutte le fasi dei percorsi didattici, sul confronto diretto con chi vive in altre culture e in altri contesti.
Qualsiasi azione educativa sulla pace e sulla promozione di nuovi stili di cittadinanza oggi si confronta con la potenza evocativa e diretta delle immagini e del marketing, dei modelli sociali e culturali continuamente veicolati e presenti nelle menti dei bambini e dei giovani.  Si confronta e si scontra inoltre con la preoccupante carenza di democrazia nella comunicazione, che ha relegato chi opera per la pace nei vari stereotipi (dall’ingenuità alla strumentalizzazione politica).

Partiamo da queste prospettive per provare ad immaginare e ideare percorsi e proposte educative e culturali per una nuova cittadinanza di pace, consapevole e responsabile.

PARTE B

Proposte di percorsi culturali e formativi di Megachip nell’Accademia della Pace

Le azioni progettuali dell’Associazione Megachip sono in perfetta sintonia con gli ambiti dell’Accademia della Pace (informativo/formativo/critico-progettuale/operativo). Proponiamo di seguito brevi descrizioni di alcune ipotesi di intervento concrete, sulla base delle premesse svolte.


1. LABORATORI  DI EDUCAZIONE CRITICA AI MEDIA NELLE SCUOLE

Le attività e i laboratori i cui temi vengono indicati di seguito possono e anzi devono essere discussi e sviluppati in un percorso didattico con gli stessi insegnanti, al termine degli eventuali incontri introduttivi previsti prima di realizzare i percorsi.
Elenchiamo brevemente titoli e breve descrizione di alcuni laboratori:

LABORATORIO 1 : “Le guerre dimenticate”
Descrizione: svolgimento di una ricerca sui conflitti in corso di cui i media non parlano (ci sono circa 40 conflitti in atto al momento attuale), con approfondimenti per ciascun Paese coinvolto a livello storico, geografico ed economico. Andare alla ricerca delle cause interrogando non solo i media ma altre fonti primarie.
Tempi: variabili a seconda della disponibilità dell’insegnante/educatore. Ideale per la scuola  un semestre di lavoro con collegamenti alla storia contemporanea, alla geografia, all’economia, alle scienze (collegamenti tra risorse naturali e guerra).
Partecipanti: insegnanti e ragazzi delle scuole medie e superiori di ogni ordine e grado.

LABORATORIO 2 : “Dialogo tra le generazioni”
Descrizione: si tratta di realizzare una serie di interviste agli anziani, con domande sulla loro vita e la loro gioventù fatte dagli stessi adolescenti, o dai bambini all’interno delle classi ; realizzazione poi di un video finale di comparazione dei diversi racconti.Il tema della guerra e dei suoi vari aspetti assume un significato in ogni racconto.
Tempi: 10 lezioni di circa 2 ore ciascuna
Partecipanti: ragazzi delle scuole elementari, medie o superiori, fino ad un massimo di 20 /25 partecipanti.

LABORATORIO 3: “So cosa consumo?”
Descrizione: svolgimento di una ricerca sui prodotti di uso quotidiano e la loro origine, sia rintracciando i Paesi di produzione, sia i percorsi e l’origine delle materie prime, sia le logiche produttive dalla azienda locale alle multinazionali. Approfondimenti sulle dinamiche economiche a livello planetario partendo dal barattolo di coca cola dello zaino portato a scuola.
Tempi: variabili a seconda della disponibilità dell’insegnante/educatore. Ideale nella scuola un semestre di lavoro con collegamenti alla storia, dai mercati medievali ai McDonald, alla geografia, all’economia, alle scienze (collegamenti tra risorse naturali e guerra).
Partecipanti: insegnanti e ragazzi delle scuole medie e superiori di ogni ordine e grado.

LABORATORIO 4 : “Informazione e guerra”
Descrizione: lavoro di ricerca interattivo con preadolescenti, giovani o anche adulti chiedendo loro di indicare a partire da alcune domande esplorative quali sono le motivazioni per cui nei mezzi di comunicazione in genere che cosa si parla di guerra (partendo dai telegiornali, dai film, alla musica, alle immagini televisive, alle riviste). Costruire dalle risposte le logiche comunicative sulla guerra e inventare modalità alternative di comunicazione di pace.
Tempi: da un minimo di due mesi ad una massimo di sei per la raccolta del materiali, la suo discussione in gruppo e la costruzione del prodotto finale da proporre in un evento o una mostra.
Partecipanti: a seconda delle scelte da adolescenti fino ad adulti, con l’attenzione a mantenere un livello quanti più omogeneo possibile dell’età dei partecipanti. Molto interessante si rivela l’ipotesi di far lavorare due gruppo di età diverse e confrontare poi gli esiti.

* * *

Le alternative indicate costituiscono una ipotesi di massima, adattata per la scuola e dipendente dalle professionalità esistenti nel corpo docente e dalle motivazioni esistenti negli insegnanti ad affrontare in maniera seria la tematica dell’educazione ai media e alla pace come una scommessa formativa ineludibile anche per la scuola.

I punti vantaggiosi  del percorso risultano essere i seguenti:
a) La possibilità da parte della scuola di formare al suo interno insegnanti che si occupino in maniera specifica di educazione alla pace, utilizzando esperti come supporto.
b) La possibilità della scuola di usare attivamente gli strumenti di cui è presumibilmente dotata (telecamere, videoregistratori), di apprendere un tipo di utilizzazione alternativa e creativa (inventare altri laboratori, altre attività). Abituarsi alla lettura critica e all’uso critico dei mezzi di comunicazione.
c) La possibilità di coinvolgere in questo percorso gli adulti (organizzando serate ed incontri per genitori e insegnanti di restituzione del lavoro svolto in cui si discuta della televisione, della pubblicità, dei condizionamenti… facendo vedere loro che cosa e in che modo  pensano i loro figli, quali categorie mentali altre  hanno acquisito con la continua esposizione al video cui sono sottoposti (si può lentamente costruire un ponte tra insegnanti e genitori, con l’esperto dei media che favorisce la comunicazione e la comprensione)
d) Aprirsi al territorio nello scambio comunicativo e di competenze. Oltre ai relatori ed esperti dell’Associazione Megachip, il progetto potrà prevedere contatti con realtà territoriali significative nel campo della comunicazione e dell’informazione (giornali, televisioni locali, associazioni attive nel territorio.

2. INTERVENTI E RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE SUL TEMA GUERRA-COMUNICAZIONE

Megachip propone serate tematiche – con testimonial, giornalisti, inviati - e cicli di rappresentazioni cinematografiche sul rapporto informazione/guerra. La visione e la discussione di opere cinematografiche sia per le scuole sia per la comunità di cittadini può essere occasione di riflessione critica notevole.

PARTE C

Metodologie specifiche di intervento per la scuola

Per le scuole interessate ai percorsi sopra descritti si prevedono tre momenti distinti: uno relativo alla formazione degli insegnanti e all’elaborazione / approfondimento di alcune tematiche di loro interesse, in modo da condividere sia i contenuti che la metodologia da seguire; un secondo momento relativo alla programmazione degli interventi da svolgere nelle scuole in forma di laboratori - comunque legati alle attività didattiche – e alla modalità di coinvolgimento attivo degli alunni; un terzo relativo alla elaborazione degli strumenti di valutazione del percorso (questionari, variabili da tenere sotto controllo) in modo da poter avere elementi concreti di riflessione alla fine del percorso.
•  Corso di formazione per insegnanti (prima fase):  viene svolta da un formatore una approfondita analisi sia della metodologia di intervento nelle classi a seconda dell’argomento scelto (guerra e informazione / guerra e consumo / guerra e memoria) con  particolare riferimento al ruolo dell’immagine (anche nei processi mentali). Si utilizzano attivamente come esempi di analisi sia immagini televisive che spezzoni di programmi, favorendo l’acquisizione di alcune tecniche di osservazione critica.
Si proporrà come traccia la scomposizione delle sequenze, la ricerca dei messaggi e degli elementi che lo indicano, le suggestioni presenti, i messaggi indiretti, dei vari codici espressivi usati simultaneamente (la parola, il gesto, l’espressione, l’immagine).
•  Programmazione ed elaborazione didattica di uno o più laboratori (seconda fase). Una volta acquisite alcune abilità di analisi e ulteriori competenze rispetto all’immagine, gli insegnanti cercheranno insieme ai conduttori dei laboratori una maniera possibile di conduzione dei laboratori. L’insegnante, e non l’”esperto” è il fulcro dell’azione educativa nella classe.
•   Prima di avviare il laboratori nelle classi, si costruiranno sempre cn gli insegnanti, gli strumenti di valutazione del percorso, in modo da chiarire ulteriormente quali sono gli obiettivi del percorso di educazione critica e di educazione alla pace.

A cura di Megachip Lombardia

Consulenza:
Dott. Marco Grollo
Responsabile Settore Scuola e  Formazione
Associazione Megachip

Francesco Radino di Puntozero/Megachip Lombardia per la parte multimediale

 

Link
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=25

A cura della Redazione - 22 Settembre 05