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Rwanda - La notte delle stelle cadute

Spero che a molti di voi, cari lettori, sia capitato di comprare, qualche volta, i libri che vendono per strada gli extracomunitari. Se non lo avete fatto finora, vi invito  a fermarvi all’invito del venditore e a mostrare interesse per quei titoli, che generalmente vengono caldeggiati e ci vengono quasi spinti tra le mani. Se si comincia ad acquistarne uno, la volta seguente è probabile che se ne acquisterà un altro, che narrerà, come il primo, la storia di Paesi lontani d’Africa o d’altro continente. Il libro di cui oggi voglio parlare e che viene da questo acquisto di strada, si intitola "Rwanda, la notte delle stelle cadute". Non è scritto, come altri, da uno scrittore che parla della propria terra ma da un italiano che ha seguito da vicino la terribile storia che macchio’ di sangue il Rwanda anni fa, nell’aprile 1994, quando un genocidio fu perpetrato e ci furono un milione di morti.

Il racconto inizia con la descrizione del risveglio di Clement,  bambino di nove o dieci anni che vive con la zia, che gli fa da mamma; vive con lei nella baracca di fango e lamiera che tuttavia sembra, ai due, essere una grande ricchezza: moltissimi altri non la posseggono. Clemente si sveglia all’alba, come d’abitudine, e si alza dalla nuda terra che costituisce il suo letto Compie i primi gesti quotidiani: si lava versandosi addosso con un fondo di bottiglia di plastica un po’ dell’acqua piovana contenuta in un capace bidone all’esterno della casa. Poi va a scuola dove la severa insegnante annuncia a lui e ai suoi compagni la visita di un bianco per il giorno seguente. A lui dovranno rivolgersi in francese, lingua che la maestra insegna ai bambini perché forse consentirà loro di avere un futuro come servitori in una delle organizzazionI umanitarie presenti nel Paese.

La visita del bianco è un avvenimento che emozionerà la maestra e i ragazzi, sarà un avvenimento indimenticabile. Clement , tornando da scuola, incontra il saggio vecchio Emanuel che lo ferma e dice che vuole parlargli: sono strane e inquietanti le parole del vecchio: “Ragazzo, dammi retta! Tra qualche giorno, tra pochi giorni, questo nostro paese sarà pieno di gente affamata di sangue. Sentirai parlare di inyenzi, scarafaggi, diranno che bisogna ucciderli schiacciarli, bruciare tutti gli inyenzi. Sei tu ragazzo, sei tu lo scarafaggio che cercano…”
”..Allora ascoltami bene, ragazzo. Non importa se non mi credi, ascolta le mie parole e quando questa profezia si avvererà fa quello che ti comando. Fra qualche tempo tutti impazziranno su questa terra e gli uomini andranno a caccia dei loro simili: li colpiranno col machete, li decapiteranno, li faranno a pezzi e lasceranno i loro resti a marcire sotto il sole..”..Un giorno verranno nella tua casa…Ma tu non sarai lì, ti comando di non essere lì…”"Tu sarai in un posto segreto che non avrai detto a nessuno nemmeno a me..” Sarai nascosto nella tua tana e, per l’amor di Dio, rimarrai lì nel buio e nel silenzio fino a quando Dio, solo lui, ti permetterà di uscire. Hai capito?..”

Compare, più avanti, nel racconto, la famosa Radio Mille Collines, la radio che organizzò il genocidio in Rwanda. Di Radio Mille Collines parla al vecchio Emanuel, più avanti nella storia, un giovane, che chiede al vecchio ‘in veste di personalità pubblica’ (quale è diventato al servizio di un potente), di unirsi a lui nella ‘lotta di liberazione’”..Vorrei chiederti di partecipare alla lotta per la liberazione del Rwanda. Vorrei chiederti di partecipare all’eliminazione degli inyenzi, di tutti gli scarafaggi, di ognuno di loro…”

Rwanda - La notte delle stelle cadute - di Roberto Mauri - Edizioni dell'Arco-1a edizione: giugno 2005
Info@ediarco.it

Nota sull’Autore: Roberto Mauri nasce nel 1972 in provincia di Milano. Nel 1995 diventa infermiere professionale e da subito tenta una via per esercitare la professione nei paesi in via di sviluppo. Lavorerà con i rifugiati bosniaci negli anni del conflitto e poi con gli adulti senza fissa dimora a San Pietroburgo, in Russia. Con i bambini non accompagnati a Gisenyi, in Rwanda e da ultimo coi bambini di strada e coi minori detenuti nelle Filippine.Nel 2001 ha fondato la Onlus The Little Prince che sostiene progetti a vantaggio dei bambini detenuti di Manila. Oggi lavora in una casa alloggio per malati di Aids nei pressi di Perugia, è collaboratore di Solidarietà come, Avvenimenti e Pride.



 

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http://www.ediarco.it

a cura di Germana Pisa - 09 Novembre 07