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Accademia della Pace
La Pace siamo noi, cronaca di una mattinata speciale a Milano

Pensate che sia difficile, se non impossibile, ottenere l’assoluta attenzione – e il coinvolgimento – di qualche centinaio di studenti adolescenti e giovani in  una conferenza di quattro ore? Vi dovrete ricredere, dopo la prova data stamattina, alla grande assemblea intorno al progetto ‘Accademia della Pace’, a Milano. Se, tuttavia, voleste sperimentare la verità di quanto asserisco, dovrete avere l’accortezza di invitare conferenzieri come il prof. Mantegazza, l’assessore Barzaghi, il giornalista ed eurodeputato Giulietto Chiesa. E non dovrete dimenticare di prendere in seria considerazione, nel programmare l’evento, la presenza del gruppo teatrale fare anima, che si appresti a simulare nientemeno che  un arresto in diretta di uno dei conferenzieri…!

Questo è avvenuto stamani , in un esperimento di psicologia o psico-mozione di massa che ha dato un colpo di frusta ad una platea già sufficientemente motivata e tesa.
Bisognava essere lì…quando due individui coi capelli cortissimi e in abito scuro d’ordinanza sono saliti con piglio deciso sul palco e hanno squadernato sotto il naso del prof. Mantegazza un foglio la cui natura non sembrava - si e’ capito presto - consentire dubbi: una ingiunzione di fermo di polizia  Essere li’ e scrutare la reazione di Giulietto Chiesa, che era appena arrivato e sembrava diventato dighiaccio..come tutti noi del resto.

Essere lì e  assistere, poi, alle prime esclamazioni dalla platea trasformatesi presto in grida, vedere il professore cercare di resistere all’imposizione, chiedere spiegazioni che gli venivano negate dai ceffi sempre più perentori e quasi a contatto fisico con lui..fino al lasciarsi arrestare!

E poi..la sdrammatizzazione del tutto, la rivelazione che si trattava di uno scherzo: che tutto aveva provato, nel pubblico presente, il coinvolgimento attivo , la protesta spontanea!

A corollario di questa performance, che non mi sento di separare dall’evento principale: la presentazione di cosa è Accademia della Pace, cui stavamo assistendo, ma semmai a sottolinearlo in intensità, le parole di una donna tra il pubblico, che ha ricordato altre parole di un uomo famoso: ho visto arrestare ebrei e non ho detto nulla, ho visto trascinare via ingiustamente.. e non ho fatto nulla. Quando hanno portato via me, non c’era piu’ nessuno…

Ho dato molto spazio a questi aspetti di ambiente (E, a proposito di ambiente e di qualita’ non posso non ricordare l’atteggiamento irritale dell’assessore alla Istruzione Barzaghi che, alla fine delle relazioni, porta in giro il microfono tra la gente della platea..).. ma mi sono sembrati altrettanto significativi che la qualità assoluta del progetto presentato stamani: creare nelle Scuole figure referenti della Pace, creare una rete di intenzioni, iniziative, azioni  atteggiamenti di Pace.

Pero’ a questo punto voglio dire con forza che: sarebbe far torto alle persone presenti , come alla importanza del progetto, voler attribuire solo alla perizia dei relatori e di quegli  attori il successo della convention e della proposta in essa veicolata. Infatti la proposta di Accademia della Pace ha portato alla Sala dello Spazio Oberdan, stamani, centinaia di giovani con i loro docenti e ve li ha portati gia’ motivati a quella proposta!

Quel colpo di teatro e’ stato solo la riprova, l’esito direi.. di una tensione emotiva e di una attenzione assoluta alle parole che venivano ascoltate. E si è trattato di una performance, di un living theatre assolutamente coerenti al clima presente o meglio: forse non poteva, il clima che c’era in sala, che esprimersi  con quella reazione: di stupore, rabbia, ribellione …cio’ che si prova in sostanza, a sentir parlare di collasso di civiltà e di guerra infinita.

Per chi dice poi di non aspettarsi niente di buono dai soliti giovani d’oggi..((che poi siamo stati tutti giovani d’oggi e sarebbe ora di mettere in soffitta certi luoghi comuni verbali e non)))..a lui dico che può fare autocritica ed io che, non di rado, discuto animatamente con chi dice che i giovani suddetti sono vuoti e immotivati e sostengo che non lo sarebbero affatto se si dessero loro motivazioni che siano tali..io personalmente sono sempre felice di rilevare che i giovani non deludono mai.

La parola pace è stata declinata molte volte e molte volte stamani: si è detto che la pace non è solo assenza di guerra; così come si e detto che la guerra non equivale a conflitto, che può e deve esistere, ma che il conflitto puo’ preludere o meno alla guerra, dipende da come lo si riconosce e gestisce: nelle relazioni più personali e in quelle sociali e tra i popoli.

Si è detto che non è vero che la guerra deve essere per forza nel destino dell’uomo e che si puo’ cambiare mentalità e progetto per il futuro.
Ne va della nostra sopravvivenza come genere umano.

Semplicemente e drammaticamente questo.

 

Germana Pisa - 13 Maggio 05