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L'angelaccio del porto
"U dutturi" di Lampedusa si scusa, pone una mano sulla bocca - chiede di non farlo parlare troppo, si vergogna. Di avere un eloquio poco fluido - si pensa - causa la recente inopportuna ischemia che lo ha colpito. Era il 2 di settembre quando si accorse che le parole all'improviso gli uscivano a fatica e strane dalla bocca, che la lingua era insensibile. E la pressione? Era alta, altissima. Gli ci era voluto un attimo per capire - lui medico - di cosa si trattava. E così¬ aveva dovuto rallentare, fermarsi per un po' E stava un po' meglio i giorni scorsi anche se la convalescenza non era terminata e certamente avrebbe dovuto non interrompere la fisioterapia riabilitativa. Ma non è stato possibile: gli hanno chiesto se poteva tornare al lavoro, subito “ per dare una mano “ per i naufraghi “ a Lampedusa â la sua isola e lui lâ è unico medico dell'isola ; lui sempre attento bravo lui non poteva essere malato se c'era bisogno che intervenisse e che cercasse di vedere di poter salvare qualcuno Lui ha salvato una vita, quella di una giovane donna - già  stesa tra le vittime, morta forse già  la si credeva - In quella donna lui aveva intravisto ancora un barlume di vita. [...]Mi sono avvicinato, una di loro era così¬ giovane, così¬ gentile. Le ho sfiorato il polso. Niente. Eppure mi sembrava che qualcosa si potesse ancora tentare. L'ho fatta portare alpoliambulatorio. Per mezz'¬ora abbiamo provato a rianimarla. E alla fine il battito è tornato. L'abbiamo mandata a Palermo in elicottero, ha i polmoni rovinati dall'acqua di mare e dal gasolio della barca. Ma si salverà . E' l'unica che ho potuto salvare gioveì¬, eppure se penso a lei mi sento felice.[..] "Dicono che chi salva una persona salva l'umanità  intera. Ma l'angelaccio del porto è già  lontano, per ricordarglielo" (Corriere della Sera 7 ottobre) ..Pietro Bartolo si chiama, l'angelaccio del Porto di Lampedusa
di germana pisa - 07 Ottobre 13