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Donna Lombarda - di Gloria De Poli
Ci sono libri che, oltre a farci dono delle parole di cui sono composti, ci donano l'emozione di un'opera di pittura per la vivezza con cui balzano a noi le storie, i personaggi: E' quel tipo di emozione che fa si' che piu' a lungo di altre queste opere letterarie rimangano impresse nella nostra memoria. Si dice giustamente di esse che sono grandi affreschi "Donna lombarda e' uno di questi libri ed e' un affresco straordinario. Lo ho scoperto per caso, nella biblioteca del figlio dell'Autrice, e me ne sono innamorata. Il libro e' stato scritto negli anni 70, forse ci sara'  una ristampa: la figura dell'Autrice, artista, figlia dello scultore Timo Bortolotti, nota nei suoi anni anche per la sua attivita'  di imprenditrice, verra'  ricordata prossimamente in un' opera cinematografica. Io anticipo quel ricordo parlando del libro che tanto mi ha conquistato e che ha una preziosita'  particolare essendo l'unico rimasto, e consegnandomi quindi una grande responsabilita' . Si muovono sullo sfondo della vita di cascina in Lombardia tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo - le donne della storia, che l'Autrice - Gloria De Poli - ci presenta dopo aver cercato e trovato la traccia perduta di una di loro, quella che piu' le interessa essendo la madre di suo marito, che non conserva di lei che un vago ricordo. Anna era morta di malattia e di stenti per la poverta'  e le traversie cui la avevano condotta ai tempi del fascismo la sua appassionata attivita'  sociale e politica. Era una trovatella adottata dalla famiglia di cascina, quella di cui Gloria De Poli racconta la storia andando a ritroso nel tempo e incontrando ad uno ad uno gli avi. Servendosi del flash back, compiendo audaci passaggi dal passato al presente piu' prossimo l'Autrice permette che noi abbiamo la sensazione di abbracciare facilmente in un unico sguardo la vita di ogni personaggio vedendolo nella sua giovinezza e poi ritrovandolo; e con lui ritrovando i figli e le donne di loro e tutte quelle vite, quelle gioie e dolori e contrasti e fortune e amori diventano nostri e ci coinvolgono fortemente. Ma risaltano indubbiamente, tra tutte le altre, le storie delle donne: donne che sposano l'uomo che per loro sceglie il padre padrone e il cui destino e' procreare molti figli . Gloria De Poli narra la loro vita e quella della famiglia e del mondo della campagna lombarda delle cascine sullo sfondo delle vicende storiche , dei passaggi di regime, che l'Italia attraversa nel periodo che va dai primi decenni del secolo diciannovesimo alla prima meta'  del ventesimo. Il libro si apre con la vivace descrizione degli eventi intorno alla Grande Esposizione di Milano e ci appare subito la figura di Buffalo Bill: "Venghino venghino signori. Il grande, limbattuto Buffalo Bill in persona, qui giunto dall'America con gli eroici conquistatori del West si battera'  sotto i vostri occhi contro i ferocissimi pellirossa Nessuno rinunci a vedere il grande l'imbattuto Buffalo Bill e i suoi prigionieri indiani sottomessi che fumeranno con lui il calumet della pace. Intorno, una grande animazione e in quella si muovono eccitate Anna e Carlotta bambine che avendo avuto modo di rendersi utili con lavori di pulizia all'interno dell'Esposizione possono godere di tutta quella grandiosa festa. Conosciamo cosi' due delle protagoniste della nostra storia. (cap. Il Viaggio di Buffalo Bill). Nel capitolo seguente - Alla ricerca di Anna - il primo salto temporale che ci porta negli anni cinquanta del secolo ventesimo dove colei che narra la storia decide di ritrovare traccia delle spoglie di Anna e le ritrova in un piccolo dimenticato cimitero milanese. E' una vecchia parente quella che - dopo il ritrovamento - racconta alla Autrice gran parte della storia della trovatella, che era cosi' straordinaria, che aveva studiato col sussidio lasciato dagli ignoti genitori, che si era dedicata alla causa del sindacato, che incantava quando parlava nei comizi, che voleva fare la maestra ma non poteva essere di ruolo perche' non aveva mai voluto fare la tessera del Fascio; che ricevette intimidazioni e sempre vi tenne testa, che si innamoro' e che infine - per le traversie e gli stenti e il dolore perla morte del marito -, mori'. Genealogia di una famiglia padana - il terzo capitolo e il primo flashback: siamo nel 1861. "[...]Il paradiso terrestre di prima di Varate fu distrutto dal diluvio del 1861. Il Ticino si gonfio' in una notte per la piena e ruppe gli argini sopra Magenta La cascina era tre chilometri piu' giu' verso la riva ma discosta una trentina di metri, bassa, due o tre metri al massimo sopra il livello dell'acqua [...] Travolge l'acqua tutto e gli abitanti dall'argine vedono le loro case crollare e tutte le loro suppellettili correre via nella corrente. Tutti si mettono in salvo con gran fatica ma una culla rimane dentro la cascina. Una donna comprende e vuole lanciarsi al salvataggio, a stento trattenuta. L'angoscia di tutti si seda quando vedono galleggiare intatta la cuna nella corrente, e il novello Mose' salvato dalle acque per la miracolosa presenza di un gatto navigatore che tiene ritta la navicella in tempesta, e' tra le braccia della madre disperata. Quel bimbo e' Giovanni Battista, che ritroveremo. - Anche il Giovanni Battista Mose' del Ticino si era sposato nella chiesa di Varate. Aveva tolto in moglie l'Angela[…] Era l'anno che avevano abolito la pena di morte, e in paese si diceva che col permesso dello Zanardelli adesso ogni brigante poteva farla franca [...] ...il secolo moriva al canto dei soldati che partivano per la naja: "Incoeu l'e'ultim di', duman l'e' la la partenza, ciao mourousa tencia me tucca anda'  sulda' ] [...]Anna, la maestria sindacalista, passo' gli anni della guerra in una fumosa e buia catapecchia che guardava sul cavedio del cortile, ma sulla stufa che faceva piu' pianto degli occhi che calore, era una festa se sobbolliva piano piano il pentolone in cui era assicurato il mangiare della settimana se era riuscita a rimediare da un macellaio pietoso un pezzo di quella cotenna di cui alle Oche Nere (il nome della cascina della Storia) c'era stata tanta abbondanza[...] Il mondo dimenticato della cascina E' qui che l'affresco mostra alcuni dei suoi colori piu' belli: qui rivediamo Anna e Carlotta nella prima adolescenza e qui incontriamo altre figure di ragazze e di donne indimenticabili: Lisetta, con la sua iniziazione ai misteri della sessualita' , Giulia, la regiora Scene di famiglia, scene di giochi, di serate nell'aia, di mondine, di canti, la natura, la roggia, il mondo intorno alla Cascina delle Oche Nere, i rossori delle ragazze e le curiosita'  e i sogni, il corredo per la vita riposto nella preziosa cassapanca, l'uomo che si deve sposare. La Giulia liberata Giulia, la regiora della cascina una notte si scopre donna tra le braccia del bel giovane garzone il Moro - e ogni notte nel segreto conosceva il piacere e la felicita'  . Tra campagna e citta'  e Carlotta si confessa... ...ci portano avanti nel tempo, al secolo ventesimo: ritroviamo Carlotta, di Anna sappiamo gia' , le tracce di lei l'Autrice ha ritrovato. Carlotta che era stata anche lei la regiora della Cascina e' anziana, si ammala e viene ricoverata in una clinica - ci informa l'Autrice. E' di tempra forte vigorosa Carlotta. Intorno a lei si affaccendano figli nuore. Lei fa capire che non ha ancora voglia di andarsene e scherza. Chi narra decide un giorno di farsi raccontare da lei la storia della famiglia, della Cascina delle Oche Nere, di Anna. Il racconto di Carlotta illumina i nostri lati ancora in ombra della vicenda. La parabola di don Siro L'ultimo capitolo ci presenta ancora una volta una figura straordinaria: un prete; potremmo individuare facilmente al giorno d'oggi altri preti come lui - don Siro - tanto amati dalla gente quanto non accettati dalle gerarchie, per cui hanno una vita difficile . Di lui pero' anche il miscredente dira'  che era una grand'uomo un uomo da stimare. Don Siro lo avevamo incontrato allora giovane - ai tempi in cui Anna conosceva il suo futuro marito e di lui avevamo ammirato la figura. Il capitolo che chiude la narrazione di Gloria De Poli e tutto dedicato a lui che ormai vecchio riceve la nuova gioventu'. I giovani di citta'  - l'Autrice tra di loro - che vanno alla Cascina in gita la domenica e portano con se' la chitarra e cantano e sono felici se dalla porta di casa si affaccia la regiora che offre loro del buon pane e salame e del buon vino, vanno a trovare il vecchio prete che racconta e racconta, e racconta¦ * Recensione a cura di Germana Pisa del libro Donna Lombarda - di Gloria De Poli Vangelista editore 1979
di Germana Pisa - 10 Febbraio 10