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Milano e Lombardia
Milano non ha più il suo difensore civico
L’era della difesa civica a Milano è durata una manciata di anni. Con quattromila casi trattati all’anno, l’ufficio è costretto a chiudere a causa dei tagli imposti dalla Finanziaria. E ora chi difende il difensore civico? Paradossalmente ci pensano i cittadini. Proprio quelli che sono stati a loro volta difesi gratuitamente in tutti questi mesi. Lo fanno a loro modo. Fondano gruppi di solidarietà su Facebook e aderiscono alle petizioni di firme avviate dall’associazione di disabili Ledha. Insomma, mostrano la loro gratitudine, come possono, verso chi li ha aiutati a risolvere i loro problemi: legati alle graduatorie delle case popolari, alle barriere architettoniche, alle licenze, al rumore sotto casa fino a notte fonda, alle mense scolastiche, alla ricerca di documenti in Comune, alla trasparenza della pubblica amministrazione. Negli uffici di via Silvio Pellico sono arrivate dalle tremila alle quattromila richieste all’anno e tante arrivano, via mail, anche in questi giorni. Ma il difensore, Alessandro Barbetta, e gli avvocati del suo staff hanno già ricevuto le lettere di licenziamento. Sono state recapitate il 30 dicembre, da un giorno all’altro. E da quella data si è dato seguito al blocco delle risorse assegnate all’ufficio e ai trasferimenti della maggior parte del personale in altri uffici del Comune. Tuttavia non c’è ancora la delibera del Consiglio comunale, l’unico organo che può ufficialmente sopprimere la figura del difensore civico.
Da qui la scelta di Barbetta di non andare via. Almeno per ora. E di garantire il servizio ai cittadini. «La figura del difensore civico - spiega dal suo ufficio, nell’ex stanza di Bettino Craxi, che si affaccia su piazza Duomo - può essere soppresso solo con una modifica dello statuto deliberata dal Consiglio comunale. Ho perciò informato il sindaco Moratti e il presidente del Consiglio Palmeri che la mia presenza in sede continua». Barbetta ha anche chiesto di «ripristinare tutte le condizioni precedenti» alla lettera di licenziamento. In ballo non c’è solo una figura che garantisce la difesa gratuita dei cittadini. C’è anche la volontà di non gettare nel nulla gli investimenti fatti in questi anni (assunzioni, ristrutturazione degli uffici, corsi di formazione del personale) e di non disperdere tutto il lavoro in corso. La legge Finanziaria ha bloccato tutto. In realtà, nelle scorse settimane, l’aula consiliare si stava preparando a votare il nuovo difensore civico, poiché l’incarico assegnato a Barbetta era scaduto a febbraio. «Ora stiamo lavorando per dare risposte ai cittadini e per rispettare le norme» assicura il presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri.
Sull’argomento interviene anche il consigliere Basilio Rizzo (lista Fo): «Il risparmio sui costi della politica non può tradursi solo in tagli sui consigli di zona e sulla difesa dei cittadini".
fonte: il giornale.it - 13 Gennaio 10