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Stampa italiana
Il restyling diffuso della panchina pubblica
Nella rubrica settimanale “Italieni” della rivista Internazionale,  questa volta è Gabriella Kuruvilla a parlare di un aspetto della vita italiena: ella si sofferma sul fenomeno  della diffusa sparizione della panchina tradizionale, così come siamo abituati a ricordarla: il luogo di sosta dalla camminata, la testimone di improvvise confidenze, racconti amori e, qualora fosse occorso anche il giacilio improvvisato per stendere le membra scherzosamente e spontaneamente.

Chi di noi non ci si è sdraiato almeno una volta, da ragazzi, da studenti o anche solo così come gesto spontaneo scherzoso...?… Bene: diventa sempre più difficile poterlo fare.
 
Sta cambiando il concetto di libertà intorno  noi e certe libertà, innocenti fino a qualche anno fa, ora sono  viste come sospette o illegali: per esempio…sappiamo che certe ordinanze di certi Comuni proibiscono di mangiare una pizzetta in strada o di camminare - sempre in strada - con una lattina di birra in mano,  di costruire castelli di sabbia in riva al mare, di  sostare in un parco pubblico in più di tre persone....E via elencando: i divieti si moltiplicano intorno a noi.

I provvedimenti che riguardano l’oggetto panchina su cui Italieni di questa settimana rinfresca la memoria sono stati tra i primi a venir adottati : “fu alla fine degli anni novanta che il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini decise di rimuovere le panchine della città per impedire a immigrati e barboni di dormirci sopra…” ricorda Gabriella
Gentilini fece scuola altrove, nonostante lo scandalo e l’irrrisione che la sua trovata sembrava aver suscitato nella opinione pubblica; con maggiore o minore clamore pare che le panchine stiano scomparendo anche da altri posti e Gabriella Kuruvilla ci fa notare che - per esempio - non ci sono più le semplici panche appoggiate alle pareti alla stazione Garibaldi della metropolitana milanese.
Un po’ dappertutto si sperimentano diversi modelli di panchina alternativ a quella classica: a Roma pochi mesi fa, “l’assessore alle politiche ambientali  Fabio De Lillo ha annunciato un nuovo prototipo di panchina antibivacco: il modello, per ora solo annunciato, avrebbe un bracciolo al centro della seduta che rende impossibile sdraiarsi” “(Ma un modello simile era già stato adottato a Verona, senza clamore dal sindaco Tosi[…]

E l’idea della sbarra per impedire a un possibile utilizzatore bisognoso di stendere la schiena e riposare il corpo a dire il vero era stata attuata a Milano già un decennio fa quando furono messe sbarre sulle grate dei tombini da sotto i quali fuorisciva caldo dal sottosuolo per impedire che i barboni cercassero lì un po’ di sollievo al freddo. Non si sa se per ragioni estetiche o proprio perchè la cosa gridava vendetta al cospetto di dio, quei prototipi non si videro più, evitando che ci si dovesse vergognare solo a guardare cosa significavano...

Se siamo frequentatori della metropolitana due a Milano, specificamente fermata stazione Garibaldi non potremo comunque non riflettere sui tempi che corrono osservando i colorati sedili  metallici rossi gialli e blu che hanno sostituito la panca dove qualcuno posava le stanche membra ogni tanto…
*
nella immagine: Gabriella Kuruvilla
gea, da Internazionale - 10 Gennaio 10