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Il punto di vista
Berlusconi e la campagna di odio

E' particolarmente significativo che Berlusconi parli di "odio", di "campagna di odio" verso di lui , perchè l'uso che fa dei vocaboli non è mai casuale, perchè i suoi messaggi si rivolgono all' "immaginario" e ai "sentimenti" delle persone, non alla "ragione": se avesse usato la parola "dissenso", ad esempio, avrebbe suscitato in chi lo ascolta, la domanda: "dissenso per quale ragione?" suscitando magari domande e dubbi..
Usando la parola "odio" suscita, semmai, la domanda " perche' mai?" domanda che, automaticamente, in chi lo ha votato per un impulso di "simpatìa" e "identificazione" non induce a "ragionare" ma a creare un impulso successivo di simpatìa; il discorso non si pone per chi analizza le sue azioni e conosce i motivi che animano il proprio dissenso e contrarietà.

Io sono convinta che i motivi del successo di Berlusconi abbiano una origine lontana e siano riconducibili all'appropriazione dell'immaginario collettivo operato, da lui, attraverso i messaggi e le suggestioni veicolati dalle sue televisioni; la sua conquista del potere è avvenuta lentamente attraverso l'acquisizione di un consenso che, prima di diventare consenso per la persona, era adesione (e successivo consenso) al messaggio trasmesso dai programmi delle sue Reti. Che tipo di messaggio era? un messaggio di disimpegno ed anche un messaggio che lasciava (e lascia) largo spazio alla emotività; oltre a questo si può dire che il contenuto dei suoi programmi ha potuto essere percepito, soprattutto, come un "consumo", grazie anche al fatto che la fruizione di esso avveniva (avviene) subordinato pesantemente al messaggio pubblicitario che suggerisce come" inevitabile ", ad esempio, la fruizione di un film interrotta dal messaggio pubblicitario: se non paghi non hai l'arte, l'arte si paga.

(Mi vien da pensare ad una assonanza con un fatto attuale: nella scuola futura "secondo Moratti" , la storia dell'arte sara' materia facoltativa, a pagamento per chi la vorrà...).
Dicevo del" messaggio", quello veicolato dalle Reti Fininvest: esso era anche un messaggio prevalentemente "acritico". Pur non essendo mai stata una assidua frequentatrice dei programmi delle reti commerciali, soprattutto di quelle berlusconiane, credo di non sbagliare dicendo che non hanno mai trovato posto, in quei palinsesti, trasmissioni di approfondimento politico o sociale; credo, comunque, di poter dire con sicurezza che sono state la soap opera, una certa satira, un certo divertimento anche grossolano a farla da padroni nei programmi!

Quando il successo di questa politica del disimpegno ha cominciato a fare presa sull'immaginario, il terreno era pronto e, a quel punto, su di esso si sono innestate le trasmissioni specificamente vòlte allo scopo di "creare il nemico" e "demonizzarlo"..sono arrivati gli spazi di Sgarbi, è arrivato Fede.. Quando il consenso alla filosofia delle Reti ha conquistato l'immaginario dei più, delle persone che generalmente si affidano solo alla televisione per informarsi e per i quali la televisione diviene maestra e compagna di vita, a quel punto il più era fatto ed a quel punto è arrivato l'uso della televisione, da parte di Berlusconi, come mezzo di difesa personale e di diffusione dei messaggi di calunnia e demonizzazione dell'avversario.

E lui stesso è divenuto un personaggio di "soap opera"!

Questo ha preparato la sua "discesa in campo" , " campo " nel quale egli è sceso con un elettorato potenziale che coincideva con i fruitori appassionati delle sue televisioni e del suo messaggio. Questa vasta categoria di persone ha sposato in pieno sia la "filosofia Fininvest" che la storia personale di Berlusconi, come lui la raccontava..Non voglio dire, con questo, che l'elettorato di B. sia composto soltanto da divoratori acritici delle sue tivvu, ma sono convinta che il maggior numero di suoi elettori siano da ricercarsi tra i fruitori piu' fedeli delle sue Reti televisive.

Ed ora, dunque, per tornare a noi, Berlusconi parla di "campagna di odio"
(verrebbe da dire "chi la fa l'aspetti", ma non è il caso, perchè non di odio, ma di indignazione si tratta, sacrosanta e magari furiosa).
.Campagna di odio - dice il Nostro - e lo dice per suscitare in quell' " immaginario" del quale ho parlato, una "campagna d'amore", verso la sua persona.

germana pisa

marzo 2002

di germana pisa - 10 Dicembre 09