Contatti
Home
 
         
Appuntamenti
Recensioni
A botta calda
Informazione negata
Il documento
L'intervista
Il punto di vista
Da leggere insieme
Accademia della Pace
Educazione ai media
Blob
Stampa internazionale
Lettere arte scienze
Biblioteca ideale
Lettere alla stampa
Stampa italiana
Informanews
Milano e Lombardia
ZERO il libro il film
Eventi e Segnalazioni
Governo notizie Elezioni
Canale Zero
Appelli
Pandora
Ambiente
Economia
Mondo facebook
Editoriale
Indueparole
Concertodiparole
Governo di Milano
 
Cerca

Parola chiave
Categoria
Autore
Dal
Al
 
Settembre 2017
D L M M G V S
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
 
Arcoiris
 
Link a sito nazionale
 
Casa della cultura
 
PARTECIPA MI
 
 
Lettere arte scienze
Un documento per Copenhagen 2009

Un anno fa l’ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore lanciò una sfida: fornire entro dieci anni agli Stati Uniti elettricità da fonti rinnovabili e pulite. Mark Jacobson e Mark Delucchi  raccolsero quella sfida e ne formularono una ancor più ambiziosa :determinare come, entro il 2030, il 100% dell’energia mondiale, per tutti gli usi, potesse provenire da risorse eoliche, idriche e solari .
La rivista Le Scienze, di dicembre pubblica il loro studio.
-----
Secondo questo studio, che trae alimento  dal  contributo decennale di scienziati impegnati nella ricerca di misure che possano fare argine al riscaldamento globale, sarebbe possibile, entro il 2030, far pervenire ogni forma di energia per il mondo da fonti rinnovabili,  per tutti gli usi. Lo dimostrano   Mark Z. Jacobson e Mark A. Delucchi, il cui dettagliato progetto è illustrato sulla rivista  Le Scienze, di dicembre.
Jacobson e Delucchi affermano che, se a Copenhagen i leader avranno fiducia nella fattibilità della trasformazione, potrebbero arrivare ad un accordo storico e – dicono  – “noi riteniamo che possano farlo”.

Informano che da anni gli scienziati  analizzano le varie possibilità di quella trasformazione  e uno studio recente della Stanford University, che ha classificato i sistemi energetici in base al loro impatto su riscaldamento globale, inquinamento, fornitura idrica, uso del suolo, fauna selvatica e altre questioni  ha indicato come le migliori opzioni siano risultate essere l’energia eolica, quella solare,la geotermica, la mareomotrice e l’droelettrica: tutte alimentate da vento, acqua, o luce solare. Sono quindi indicate con WWS, (water, wind, sun).
Al contrario: nucleare, carbone con cattura del carbonio ed etanolo sono risultate essere opzioni peggiori, insieme al petrolio ed al gas naturale.

Il progetto di Jacobson e Delucchi prevede milioni di turbine eoliche, di macchine idriche e di impianti solari e, alla obiezione che si tratta di cifre troppo elevate rispondono subito che già in passato sono state attuate, in brevissimo tempo riconversioni e trasformazioni massicce, “ad esempio gli Stati Uniti, durante la Seconda guerra mondiale hanno ristrutturato le fabbriche di automobili per produrre 300.000 aerei e altri Paesi ne hanno costruiti 486.000. E gli Stati Uniti, nel 1956, hanno iniziato a costruire un sistema di autostrade che dopo 35 anni si estendeva per quasi 76000 chilometri, un’infrastruttura che ha cambiato radicalmente commercio e società”.

“Una trasformazione dei sistemi energetici è dunque realizzabile Addirittura in  vent’anni? Tutto dipende da tecnologie, disponibilità di materie prime fondamentali e fattori economici e politici”.

L’articolo di Le Scienze precisa e descrive le tecnologie pulite, analizza il problema della disponibilità di energia a venire, si sofferma sui priblemi, valuta la economicità del progetto, affronta quello che forse è lo scoglio maggiore alla realizzazione del grandioso piano di riconversione: la volontà politica di attuarlo.

Mi soffermo su due dei paragrafi: Scorte in abbondanza e Servono centrali elettriche . Nel contempo, suggerisco la lettura dell’intero articolo su Le Scienze di dicembre.

SCORTE IN ABBONDANZA
[…]Secondo la U.S. Energy Information Administration, oggi a livello mondiale e in un dato istante la domanda massima di energia elettrica è di circa 12,5 terawatt (TW), cioè 12.500 miliardi di watt. E le proiezioni indicano che nel 2030, a causa dell’aumento della popolazione e di tenore di vita, il mondo avrà bisogno di 16,9 terawatt, di cui 2,8 TW solo negli Stati Uniti. La combinazione di fonti è analoga a quella attuale, fortemente dipendente dai combustibili fossili. Ma se il pianeta fosse alimentato solo da fonti WWS, senza l’impiego di combustibili fossili o di biomasse, si avrebbe un curioso risparmio.
La domanda di energia globale sarebbe di soli 11,5 TW, di cui 1,8 negli Stati Uniti. Una simile riduzione si spiega con il fatto che, nella maggior parte dei casi, l’elettricità è il modo più efficiente per usare energia. Per esempio, solo il 17-20 per cento dell’energia fornita dalla benzina è sfruttato per muovere un veicolo (il resto si perde sotto forma di calore), mentre dal 75 all’86 per cento dell’elettricità che alimenta un veicolo elettrico si trasforma in movimento.

Se anche la domanda salisse davvero a 16,9 TW, le fonti WWS potrebbero fornire una potenza molto maggiore. I nostri studi indicano che a livello globale sono disponibili 1700 TW di potenza eolica e 6500 di potenza solare. Certo, eolico e solare non si potrebbero sfruttare in mare aperto, in cima alle montagne più alte e nelle aree protette. Se però escludiamo questi luoghi e altri a bassa ventosità e insolazione, restano da 40 a 85 TW di eolico e 580 TW di solare, cifre che superano ampiamente la domanda prevista. Eppure oggi abbiamo installato solo 0,02TW di potenza eolica e 0,008 di solare”
Le altre tecnologie WWS aiuteranno a creare una serie flessibile di opzioni. Sebbene sia possibile espandere ampiamente tutte le fonti, per ragioni pratiche l’energia mareomotrice, che sfrutta il moto ondoso, si può estrarre solo vicino alle zone costiere. E molte fonti geotermiche sono troppo profonde per essere sfruttate economicamente. E ancora, anche se oggi l’energia idroelettrica supera tutte le altre fonti WWS, la maggior parte dei grandi bacini adatti a questo scopo è già sfruttata

SERVONO CENTRALI ELETTRICHE

E’ chiaro che c’è energia rinnovabile a sufficienza. Dunque, come passare a una nuova infrastruttura per fornire al mondo 11,5 TW nel 2030? Abbiamo scelto una combinazione che predlige eolico e solare, con circa il 9 per cento della domanda soddisfatta da tecnologie legate all’acqua. (Altre combinazioni di eolico e solare potrebbero essere altrettanto efficaci).
Il vento soddisfa il 50 per cento della domanda, con 3,8 milioni di grandi turbine eoliche (ciascuna di potenza nominale pari a cinque megawatt) in tutto il mondo

Sebbene possa sembrare una quantità enorme, è interessante osservare che ogni anno globalmente si producono 73 milioni di automobili e furgoni. Un altro 40 per cento dell’energia proviene da fotovoltaico e da impianti solari a concentrazione, con il 30 per cento circa della produzione fotovoltaica derivante da pannelli collocati sui tetti di abitazioni ed edifici commerciali. Servirebbero quindi circa 89.000 impianti fotovoltaici e solari a concentrazione, con una produzione media di 300 megawatt ciascuno.La nostra combinazione comprende anche 900 centrali idroelettriche, di cui il 70 per cento sono già operative.

Attualmente è installato solo lo 0,8 per cento circa dell’eolico da noi indicato. A livello mondiale, la superficie occupata da 3,8 milioni di turbine sarebbe inferiore a 50 chilometri quadrati (un’area più piccola di Manhattan). Una volta calcolata la distanza necessaria tra una turbina e l’altra, lo spazio occupato sarebbe l’1 per cento del suolo terrestre […]

*
Nell’editoriale di Le Scienze, il direttore della rivista Marco Cattaneo presenta – tra gli altri – lo studio di Jacobson e Delucchi: [...] Qualcuno lo troverà provocatorio, poco realistico. Altri lo saluteranno come il viatico per un mondo pulito e sostenibile. In realtà – conti alla mano – Jacobson e Delucchi delineano un progetto secondo il quale sarebbe possibile, entro il 2030, soddisfare il bisogno energetico mondiale atingendo a tre sole fonti rinnovabili: il vento, l’acqua, la luce del sole. E’ un piano ambizioso che prevede un totale ripensamento […]ambizioso e costoso e che sicuramente si scontrerebbe con gli interessi di importanti centri di potere[…+ poteri forti cui certamente non sono insensibili Barack Obama e Hu Jintao. Nell’incontro bilaterale svoltosi a Pechino a metà novembre i due leader si sono accordati perché a Copenhagen non siano prese decisioni operative vincolanti sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Cancellando l’obiettivo di ridurre del 50 per cento le emissioni di CO2 entro il 2050.
I due maggiori generatori di gas serra al mondo, insomma, si tirano indietro. Non tanto dall’impegno, ripetutamente ribadito da entrambe, di investire nella svolta verso le rinnovabili, quanto piuttosto dal doverne rendere conto agli altri inquilini del pianeta. Il che dovrebbe essere uno spunto di riflessione per i leader europei."

…e una fonte di amare considerazioni per tutti noi i cui destini sono affidati a cotanto leader

germana pisa

a cura di Germana Pisa - 04 Dicembre 09