Contatti
Home
 
         
Appuntamenti
Recensioni
A botta calda
Informazione negata
Il documento
L'intervista
Il punto di vista
Da leggere insieme
Accademia della Pace
Educazione ai media
Blob
Stampa internazionale
Lettere arte scienze
Biblioteca ideale
Lettere alla stampa
Stampa italiana
Informanews
Milano e Lombardia
ZERO il libro il film
Eventi e Segnalazioni
Governo notizie Elezioni
Canale Zero
Appelli
Pandora
Ambiente
Economia
Mondo facebook
Editoriale
Indueparole
Concertodiparole
Governo di Milano
 
Cerca

Parola chiave
Categoria
Autore
Dal
Al
 
Settembre 2017
D L M M G V S
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
 
Arcoiris
 
Link a sito nazionale
 
Casa della cultura
 
PARTECIPA MI
 
 
Stampa italiana
L'ateneo assume prof. gratis. A Pisa la rivolta dei precari

Il caso: Il rettore: pronto a riflettere se partecipano solo disoccupati

L'ateneo assume prof. gratis - A Pisa la rivolta dei precari
Zero stipendio per 204 posti su 264. "Disertate il bando"

Milano – Il contratto? C’è, ma senza stipendio. E i precari, com’è ovvio, non ci stanno. Succede a Pisa, ateneo tra i più antichi e illustri d’Italia, tra i “promossi” della lista in base alla quale il Ministero ridistribuirà i fondi per il prossimo anno accademico. E che ha deciso di mettere a bando 264 contratti di insegnamento per corsi annuali o semestrali. Di questi, 204 sono “a titolo gratuito”.
  Un possibilità prevista dal decreto ministeriale dell’8 luglio scorso, che disciplina i “criteri e le modalità per il conferimento di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti”. Una procedura che per la prima volta avviene tramite bando pubblico. E va detto che in molti, vista la mala parata economica derivata dai tagli ai finanziamenti, hanno deciso (chi a denti stretti, chi meno) di approfittarne; a Pisa, però, quella valanga di contratti senza paga ha scatenato un putiferio.

Io gratis non lavoro”. Così si intitola la campagna di boicottaggio lanciata dal Coordinamento dei precari della didattica e della ricerca dell’ateneo pisano: un appello alla indisponibilità” che ha raccolto l’adesione di oltre 120 persone In mezzo, presìdi e contestazioni, una lettera al ministro Gelmini (per denunciare presunte "irregolarità") e ipotesi di azioni legali.
La parola d'ordine è disertare i bandi, "indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto".Perchè, spiega Giuseppe Marcocci, ricercatore della Normale, "il problema è anche l'incoerenza tra i retribuiti e no, una differenziazione inaccettabile. Sul bando di Lettere, l'unico che oggi è stato chiuso, sui 74 contratti a ttolo gratuito, 26 sono andati deserti".

"O tutti o nessuno" è lo slogan del coordinamento. La cui battaglia ha raccolto solidarietà in ambito sia politico che sindacale (e in settimana è programmato un incontro con Eugenio Baronti, assessore regionale alla Ricerca e alla Università).
"L'Ateneo di Pisa - commenta Massimiliano Casalini (Sinistra e Libertà), capogruppo della Sinistra in Consiglio Provinciale - è stato annoverato tra i "virtuosi": bene: purchè non avvenga a danno dei precari. Serve un ripensamento, non si può sfondare in maniera così sfrontata sul terreno dei diritto del lavoro"

"L'Università - interviene Daniela Fabbrini, segretario generale Flc-CGIL Pisa - aveva già autorizzato le supplenze gratuite, che però erano affidate a docenti strutturati. Qui, invece, ci andrà di mezzo chi da anni mette a disposizione la sua professionalità, a cui ora si chiede di lavorare gratis".
La CGIL che, con i Cobas è scesa in piazza a fiancco dei precari, sta "valutando la possibilità di una vertenza legale". Il Rettore Marco Pasquali frena: "Attenzione, non sappiamo ancora chi abbia risposto ai bandi. Se si tratta di professori, terranno un corso in più, ma avendo già lo stipendio. Pisa è l'ateneo con il miglior rapporto docenti di ruolo-corsi di base; quelli di cui parliamo sono un'offerta in più, corsi specialistici, e neppure in numero maggiore rispetto agli altri anni, quando erano le facoltà ad assegnarli a volontari interni".
Una cosa, però, Pasquali la concede: "Ripeto, aspetto i risultati" Ma se effettivamente avesse fatto domanda un numero elevato di giovani, senza altra fonte di retribuzione...be' allora andrà fatta una riflessione seria sull'uso di questo strumento"

Gabriella Jacomella
giacomella@corriere.it

l'articolo è tratto da: Il Corriere della Sera del 27 luglio 2009

a cura di gea - 31 Luglio 09