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Don Luigi Ciotti all'ANSA

"In tutti gli ultimi, in tutti gli immigrati c'é Dio che vive in clandestinità e noi non possiamo respingere Dio. Noi rischiamo di aver cacciato Dio, Dio è clandestino nel nostro Paese. Ed ecco che nell'ansia di fare ordine si rischia, così facendo, di ottenere quel supremo disordine che è la negazione dei diritti. Questo non è possibile".

A dirlo è stato don Luigi Ciotti da Savignano sul Panaro (Modena) dove si è svolta l'assemblea nazionale di Libera, l'associazione che l'ha riconfermato presidente.

Come si legge in una nota dell'associazione, a ispirare le parole del sacerdote è stata un'omelia di Natale pronunciata da don Tonino Bello che diceva:
"i poveri , gli ultimi sono il luogo dove Dio continua a vivere in clandestinità".

A proposito del nuovo reato di clandestinità introdotto di recente dal ddl sulla sicurezza, don Ciotti ha aggiunto: "Una cosa è certa: tutto questo consegnerà un numero crescente di non cittadini immigrati in mano alla criminalità e all'illegalità. Saranno le organizzazioni criminali che si occuperanno dei loro alloggi, della loro salute, del loro lavoro, dei loro risparmi rendendo ancora più insicuro e fragile il nostro Paese". E ha sottolineato come "oggi nel nostro Paese siamo in presenza di una guerra di nuova generazione, silenziosa che non spara, che sta respingendo queste persone", e che "davanti a questa guerra, diritto e accoglienza ci devono accompagnare sempre".
redazione - 08 Luglio 09