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Stampa italiana
Quante falsità sulle divise delle ronde nere

Un altro commento di satira indirizzata all'apparizione pubblica delle Ronde nere. Anche questo – a firma Lia Celi – compare su un quotidiano di quelli a diffusione gratuita, qui a Milano: DNews. Gioca sul paradosso e sull’equivoco con la sorpresa finale.

*

Quante falsità sulle divise delle ronde nere
La formazione nostalgica rivelata dalle dichiarazioni del suo fondatore

di Lia Celi

DNews 16 giugno 2009


“Un colossale abbaglio: così Gaetano Saya, fondatore della “Guardia nazionale italiana” definisce le reazioni preoccupate di fronte a un corpo di vigilantes le cui insegne ricordano da vicino i simboli più sinistri del fascismo. “Macchè aquila imperiale sul berretto” sdrammatizza Saya. “E’ solo un falco pellegrino, per sottolineare il nostro impegno a favore della specie in via di estinzione. Noi non abbiamo nulla a che fare con un'ideologia anacronistica ormai consegnata alla storia". E il saluto romano? "Un equivoco: tendere il braccio è un esercizio di stretching per sciogliere i muscoli". Ma i distintivi con il testone del Duce..."Il Duce?" trasecola Saya. "Buona questa. Guardi meglio: non vede che è Bisio? Siamo tutti fan sfegatati dell'attore milanese, e ne siamo fieri". Scusi, però quella fascia nera sul braccio, decorata con una fiamma tricolore..."Intanto, la fascia non è nera, ma canna-di-fucile. E quel disegno non  è una fiamma, ma un gelato pistacchio-panna-fragola. Un simpatico messaggio di pace che piacerà anche ai bambini". Grazie, signor Saya, ci ha rassicurati completamente. Non c'è nulla da temere dalle sue Guardie democratiche e antirazziste. Del resto, nonsono armate che di una torcia..."No, veramente quello è un manganello. E se non la pianta con le domande,brutto ficcanaso comunista extracomunitario frocio, glielo spacco sulla testa".

Lia Celi
rubrìca Contra
DNews 16 giugno 09






a cura di gea - 16 Giugno 09