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Stampa internazionale
Giudici elettivi e prigioni private: la storia di un incubo.

Giudici elettivi e prigioni private: la storia di un incubo.
da "The Economist"
28 febbraio 2009
p.46

Visto che in Italia qualcuno parla di "eleggere i giudici" mi sembra
interessante pubblicare la traduzione di un articolo dell'Economist,
sul caso di alcuni giudici elettivi in Pennsylvania, negli USA.
L'articolo e' interessante per l'enorme numero di realta' atroci che
vengono discusse in poche righe: un vero condensato di infamie,
naturali in un approccio che coniuga prigioni private a giudici
eletti. Vale la pena di leggerlo fino in fondo.

Cattivi giudici
Il peggio del peggio
Un altro colpo contro i giudici elettivi
*
All'inizio del mese di febbraio due giudici della Pennsylvania, nella
Contea Luzerne, hanno ammesso di aver condannato migliaia di bambini a
pene detentive in cambio di bustarelle ricevute da una compagnia privata per la
gestione di prigioni. I giudici Mark Ciavarella e Michael Conahan
ricevevano una somma di denaro per ogni giorno di prigione comminato a
un bambino, che veniva inviato a scontarlo ai centri di detenzione
giovanile privati gestiti dalla "Pennsylvania Child Care" e da una
compagnia collegata. Il totale delle tangenti pagate ai giudici e'
stato di 2.6 milioni di dollari in un periodo di sette anni.

"Questo mi fa pensare che proprio chiunque puo' tradire la legge" dice
Jamie Quinn, una delle bambine sfruttate dai giudici. La Quinn, di
Scranton, aveva quattordici anni quando fu mandata alla prigione
giovanile per nove mesi, dopo aver dato uno schiaffo a un amico che,
lei sostiene, l'aveva colpita per prima.

Hilary Transue, che ha quindici anni ed e' stata giudicata dal giudice
Ciavarella senza poter contare su un avvocato, e' stata condannata a
tre mesi di prigione perche' aveva costruito una falsa pagina di
MySpace dove metteva in ridicolo il vice preside della sua scuola
superiore. E' stato proprio il suo caso a portare alla caduta dei
giudici: anche i bambini hanno il diritto costituzionale a essere
difesi da un avvocato, e il caso mise in allarme Robert Schwartz,
direttore esecutivo del centro sulle leggi per i giovani, che ha poi
reso pubblico il crimine consumatosi in molti anni.

Adam Graycar, dell'istituto di Rutgers sugli studi sulla corruzione,
spiega che le cosa davvero inusuale di questa vicenda e' la scala
della corruzione. In primo luogo i due giudici hanno ottenuto
ricompense finanziarie per permettere la costruzione di una nuova
prigione privata nella loro area. Poi hanno ricevuto delle tangenti
per chiudere una prigione pubblica che era nelle vicinanze. E poi,
naturalmente, offrivano i "delinquenti giovanili" a beneficio dei
proprietari della nuova prigione. Entrambi i giudici erano eletti, non
selezionati.

I due giudici andranno in prigione, ma le compagnie che gestiscono le
prigioni hanno sinora evitato l'incriminazione. Il Sig. Schwartz teme
che questo sia avvenuto a causa del fatto che Robert Powell, il
precedente comproprietario di "Pennsylvania Child Care", ha
collaborato con la autorita'. Se i proprietari delle prigioni
dovessero cavarsela sarebbe davvero un'altra disgrazia.

The Economist
28 febbraio 2009

*

Bad judges

The lowest of the low
Feb 26th 2009 | NEW YORK
From The Economist print edition

Another blow against elected judges


EARLIER this month, two judges in Pennsylvania’s Luzerne County admitted sentencing thousands of children to jail in return for kickbacks from a prison-management company. Judges Mark Ciavarella and Michael Conahan received a commission for every day they sent a child to private juvenile detention centres run by Pennsylvania Child Care and a sister company. The pay-offs came to $2.6m over seven years.

“It just makes me think that anyone can betray the law,” says Jamie Quinn, one of the children exploited by the judges. Ms Quinn, from Scranton, was sent to juvenile prison for nine months at 14, after slapping a friend who, she claims, slapped her first.

Hillary Transue, who is 15 and faced Mr Ciavarella without a lawyer, was sentenced to three months because she constructed a fake MySpace page ridiculing the assistant principal at her high school. Her case led to the judges’ downfall; children have a constitutional right to a lawyer, and the case first alerted Robert Schwartz, executive director of the Juvenile Law Centre. His organisation exposed the larger crime.

Adam Graycar, of the Rutgers Institute on Corruption Studies, explains that what is really unusual about this tale is the scale of the corruption. First the judges received monetary rewards for sanctioning the building of a new private-sector prison in their area. Second, they were paid for closing a county-funded prison nearby. And, then, of course, they offered up the “juvenile delinquents” for the benefit of the owners of the new jail. Both judges were elected, not appointed.

The judges are going to jail, but the prison companies have so far avoided prosecution. Mr Schwartz fears this is because Robert Powell, the former co-owner of Pennsylvania Child Care, has been co-operating with the authorities. If the prisons get off, though, that will be another disgrace.

a cura di Eros Malara - 08 Marzo 09