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Dare voce ai diritti umani - da Pandora
C'e' una frase pronunciata dal presidente di "Libera informazione" -  Roberto Morrione - (una delle persone presenti davanti alla sede Rai di Roma il 10 dicembre -2008 - in occasione di una manifestazione per chiedere una giusta informazione televisiva, nella giornata in cui si è ricordato il sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani) - che è estremamente esplicativa, illuminante: "Nessuna notizia è orfana, ognuna è figlA di altri eventi , e produrrà  delle altre cose". Qui di seguito, oltre alla sua, altre voci delle persone presenti Vedi la "http://www.pandoratv.it/index.php?q=static/video_diritti "trasmissione - con le altre - su Pandora. La presentazione scritta al video "Una televisione che dovrebbe essere di servizio pubblico dedica ai diritti umani le briciole del palinsesto. Il 10 dicembre, per il sESSANTESIMO anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, associazioni aderenti alla Tavola della Pace, giornalisti e cittadini hanno manifestato davanti alla Rai per chiedere più informazione, più approfondimento, più visibilità  sui diritti violati ogni giorno, non solo nel mondo, ma anche nel nostro paese". 10 dicembre: Manifestazione davanti alla Rai per il Sessantesimo Anniversario della Dichiarazione dei diritti umani DARE VOCE AI DIRITTI UMANI Un uomo al megafono saluta le persone presenti: Benvenuti, Salve a tutti! grazie per essere qua, per avere sfidato il tempo, per essere qua a manifestare in modo pacifico per chiedere attenzione ai diritti umani. Oggi è il 10 dicembre 2008 e sono esattamente Sessanni dalla Proclamazione universale dei diritti dell'uomo. Vogliamo iniziare questa manifestazione bendandoci gli occhi , quindi a tutti quelli che hanno avuto la fascia nera, li invito a mettersela sopra gli occhi e a legarla perchè il primo segno che vogliamo dare è proprio quando i diritti umani vengono violati. Questo silenzio che precede le parole e la lettura della Dichiarazione universale di diritti umani, i brani della nostra Costituzione, del Contratto di servizio della Rai li vogliamo dedicare a tutte le vittime. Non siamo qui per celebrare, ma per dire a tutti loro che noi non li abbiamo dimenticati . Non ci sono altre ragioni politiche che ci hanno portato qui , ma la loro disperata, giusta domanda di aiuto. Le interviste alla domanda "perchè sei qui, oggi?" Le risposte: Riccardo Charthroux della Redazione del TG3 - .... Perchè siamo qui a manifestare? Perchè pensiamo che quello che loro dicono sia giusto perchè la Rai al suo pubblico, ai cittadini che pagano il canone deve un di più di informazione , anche informazione sul mondo, sui diritti umani; l'informazione non va direttamente a toccare le corde più facili del pubblico, i temi che fanno ascolto, ma invece deve informare sui grandi temi internazionali, sulla questione dei Diritti, sulle guerre dimenticate come sulle persone i cui diritti in Italia sono lesi Non credo che ci sia una notizia che i telegiornali alla fine non hanno dato magari in uno spazio minore. Quello che si dovrebbe trovare di più sono gli approfondimenti sulle notizie . Degli attentati in Pakistan noi ne parliamo ma perchè ci sono gli attentati¦Oppure la guerra nel Congo: sì¬ abbiamo dato conto che ci sono molti profughi molti morti, ma perchè queste cose accadono... Questo magari si spiega di meno . Le notizie sui campi Rom bruciati a Napoli li abbiamo date poi però le condizioni reali dei Rom o degli immigrati nel nostro Paese, ecco, non dico dietro le quinte, ma approfondire le notizie, ecco quello che manca ai nostri tegiornali. Una giovane donna ... prima di tutto i diritti umani devono essere conosciuti siccome l'informazione non ne parla quasi mai!  L'informazione ha una responsabilità  molto grande in questo, quindi bisognerebbe fare un po' meno intrattenimento  e parlare un po' dei problemi seri che ha la gente .I diritti umani in moltissime parti del mondo ma anche nel nostro Paese talvolta sono negati. E non se ne parla... Beppe Giulietti, deputato, portavoce di Articolo 21: si ignorano intere zone del mondo , parliamo del Congo, dello Zimbawe, della Birmania . A momenti, a tratti, o magari se si vedono i monaci o se c'è una strage. Ma quotidianamente non c'è una rubrica che parli: dell'acqua che non c'è¨, del cibo che non c'è¨, della tortura che esiste o della violenza alle donne. Io penso che un grande servizio pubblico potrebbe avere anche una rubrica quotidiana, che informa o narra dei diritti violati; ma non perchè siamo maniaci, ma perchè se si interviene sui diritti violati il mondo sarà  più sicuro.  Se si continua a colpire con violenza tante parti di questo pianeta e a negare loro persino il diritto alla rappresentazione la violenza e l'insicurezza cresceranno. Per tutti. Anche per chi pensa di essere al sicuro abitando in Italia... Un uomo congolese: Sono venuto a manifestare per far conoscere una delle guerre che ha fatto uno dei più gran numero di vittime, solo che  questa guerra rimane sconosciuta ai più . Perchè non lo so se c'è un disegno per non far conoscere questa guerra, solo non si riesce a capire come mai una guerra che fa più di cinque milioni di morti sarebbe più o meno la popolazione della città  di Roma - e nessuno ne parla. Nessuno ne parla, non si capisce perchè Un altro uomo congolese:  La televisione italiana si diverte a parlare delle cose inutili. Si parla facilmente in Italia quando un orso Ãèsparito , quando un animale è sparito, ma la guerra che si fa in Congo nessuno ne parla , qui in Italia soprattutto! Questo è vergognoso! Una donna congolese: ...alla televisione italiana nessuno ne parla, qualche giornale ne parla, ma se questo è collegato con le immagini può dire di più, perchè è veramente terribile quello che sta accadendo là! Se la televisione poteva fare qualcosa, parlare delle donne che soffrono, che sono violentate…Potrebbe cambiare qualcosa perchè non è giusto, non è giusto!... Beppe Muraro giornalista Rai: ...mi piacerebbe sentire delle storie su chi lavora, non dico per migliorare il mondo ma per renderlo almeno più vivibile, sia dal punto di vista sociale, che dal punto di vista ambientale, come per esempio.. la grande questione dei morti sul lavoro, che purtroppo sono all’ordine del giorno, ma vengono trattate ormai quasi come una questione “numeraria”, anziché come delle storie con dei nomi e cognomi dietro!...


Federica Fratini di "Mondo Senza Guerre":
...s
tiamo manifestando per chiedere alla Rai proprio in quanto ente pubblico di diffusione della informazione di dare più spazio a tutte quelle attività che in qualche modo hanno a che vedere con il rispetto dei diritti umani. E’ estremamente difficile per noi che stiamo in qualche modo organizzando varie forme di lotta non violenta per il rispetto dei diritti umani riuscire a raggiungere un pubblico vasto…

Ezio Cerasi conduttore Rai News 24:
...…spesso il servizio pubblico non si trova ad omettere una notizia bensì a circuitarla su livelli di ascolto che non sono forse propri per l’importanza della notizia . Voglio dire che certi temi di approfondimento, che pur ci sono nella Azienda, ci sono programmi, approfondimenti ad ogni livello. Poi magari li troviamo confinati in terza serata in orari in cui magari il grande pubblico è attento più ad altro...

Roberto Morrione Presidente di " Libera informazione":
…Nessuna notizia è orfana, ognuna è figlia di altri eventi , e produrrà delle altre cose. Questo è un punto nodale che, nel caso delle mafie, diventa evidentemente più drammatico. Fare come fa la Rai ma come in genere fa l’informazione , mantenere la luce accesa solo sul singolo fatto di cronaca , sul morto ammazzato, su una strage .. e poi spegnere..Per cui spegnere significa dare la possibilità alle mafie di lavorare indisturbate, tranquillamente, sotto’acqua e di diventare, oggi, a mio parere il nemico più  grave, più duro che abbia la Repubblica democratica.
Se non fosse stato l’opinione pubblica risvegliata da "Gomorra" questo straordinario libro di Roberto Saviano!..  di fatto della camorra si continuava a dare qualche piccolo fatto di cronaca  quando la camorra oramai si spargeva nel Paese: nella edilizia, nella alimentazione, nei supermarket come una vera forza economica di questo Paese. Oggi  la situazione è ancora peggiore: ad esempio perchè non porsi la domanda di quanto, con la recessione, con la crisi economica  camorra, drangheta, Cosa Nostra potranno investire in aziende che falliscono, che chiudono, che sono costrette all'usura, a chiedere prestiti!?  Tutte porte attraverso cui in maniera sotterranea le mafie che dispongono di una enorme quantità  di denaro liquido si inseriscono e si inseriranno. Ecco un tema per il servizio pubblico: andare  in profondità , riaprire l'inchiesta,  con uno dei linguaggi fondamentali della televisione e del giornalismo in generale senza la quale  evidentemente non potrà  che esserci una cronaca estremamente superficiale frammentaria, che non lascia alcuno spazio ... Arnaldo Capezzuto, giornalista:...l'attenzione e i riflettori accesi dei quotidiani come delle televisioni  servono proprio per sostenere coloro che sono in prima linea , coloro i quali stanno ogni giorno ad affrontare la camorra, oppure vicende legate alla camorra.  L'nformazione crea una sorta di cordone di sicurezza, che oggettivamente è una protezione, importante! trascrizione a cura di Germana Pisa
a cura di germana pisa - 17 Gennaio 09