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Ambiente
I guasti dell’olio di palma, dal Borneo al Lazio

Con una lettera inviata al mensile National Geographic (gennaio 2009) il sindaco di Guarcino (Frosinone) elenca i motivi per i quali un movimento nato sul  territorio da lui governato contesta la costruzione di una centrale elettrica alimentata ad olio di palma. La somma e la descrizione dettagliata dei motivi elencati a rifiuto rendono ben evidente come l’attenzione nella scelta e nell’uso di fonti alternative debba essere particolarmente attenta. Si fa anche notare che nel maggio 2007 il ministero dell’Ambiente si era impegnato a togliere l’olio di palma dall’elenco delle fonti rinnovabili ma che nulla è stato fatto fino ad ora in tal senso.

                   I guasti dell’olio di palma, dal Borneo al Lazio

"Di recente la Provincia di Frosinone ha autorizzato la costruzione di una centrale elettrica alimentata a olio di palma nel comune di Guarcino. Al di là dei tanti aspetti preoccupanti – come le conseguenze negative per il turismo e il rischio di inquinamento dell’aria e delle falde acquifere in una zona di imbottigliamento di acque minerali – vogliamo sottolineare gli effetti dell’utilizzo dell’olio di palma come combustibile: primo tra tutti, la deforestazione nel sud est asiatico, da voi ben evidenziata nell’articolo di novembre 2008. Inoltre, per trasportare l’olio di palma fino a noi occorre che navi cisterna riscaldate (a temperatura ambiente l’olio di palma solidifica) percorrano oltre diecimila chilometri con un gran consumo di carburante e quindi con la produzione di inquinanti e di anidride carbonica; dai nostri porti l’olio deve essere poi trasportato con autobotti, sempre riscaldate, alla centrale in questione e qui bruciato con produzione di altri inquinanti. Nel bilancio finale l’eventuale risparmio di CO2 sarebbe nullo o addirittura negativo. Eppure lo stato considera l’olio di palma una fonte di energia rinnovabile, concedendo incentivi economici per il suo utilizzo: in questo caso si incentivano solo le importazioni. Nel maggio 2007 il Ministero dell’Ambiente si era impegnato a togliere l’olio di palma dall’elenco delle fonti rinnovabili, ma nulla finora è stato fatto anche se nell’ultima legge finanziaria si è cercato di invogliare i produttori di energia elettrica a impiegare biomasse prodotte nel raggio di 70 chilometri dal punto di utilizzo. Se è comprensibile che alcune società vedano nell’olio di palma solo l’affare, le istituzioni dovrebbero mirare al bene collettivo".

nell’olio di palma solo l’affare, le istituzioni dovrebbero mirare al bene collettivo.
Firma: Giuseppe di Vico sindaco
Fernando Flori portavoce Comitato “No alla centrale”

 

a cura di gea - 13 Gennaio 09