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Il documento
7 dic. 2008 - Il discorso del cardinale Tettamanzi, Arcivescovo di Milano - Il discorso del dialogo
Carissimi Nel nome di S Ambrogio patrono della nostra citta'  e della nostra Diocesi, rivolgo a tutti e a ciascuno di voi il mio saluto sincero e affettuoso. Il santo che in questi giorni ricordiamo e celebriamo ha contribuito in modo straordinario a rendere unica e grande la storia di Milano. Anche oggi la sua testimonianza si offre a noi come prezioso apporto per continuare , grazie anche all'innegabile apporto dei cristiani, l'opera di costruzione di una societa'  civile sempre piu' aperta e accogliente, amante della vera liberta' , solidale, attenta alle esigenze di tutti, specie dei piu' deboli, capace di speranza e di coraggio. Un compito questo che ci interpella tutti e che ne sono sicuro, e' la principale preoccupazione degli amministratori locali e di quanti sono investiti dell'alta missione di governare e di sovrintendere  alla res publica. Sull'esempio di S Ambrogio, uomo, vescovo, santo che scelse di rimanere in continuo dialogo con la sua citta'  , vorrei anch'io offrire il mio contributo riflettendo, stasera con voi sul fondamentale tema del dialogo vera e propria emergenza del nostro tempo, a Milano e non solo. l'uomo sapiente e giusto e'uomo del dialogo. Il dialogo non e' uno dei tanti atteggiamenti che l'uomo puo' assumere e vivere, ma e' un tratto fondamentale, costitutivo, oso dire ontologico, della sua umanita' . Il dialogo deve essere assunto come atteggiamento stabile nell'uomo. Non sempre e' una dote innata, bensi' piu' spesso e' virtu' che l'uomo sapiente sa ricercare e coltivare, anche a prezzo di fatica. Cosi' S.Ambrogio scrive dell'uomo sapiente, commentando il versetto biblico Lo stolto muta come la luna Allegato pdf il discorso completo trascrizione a cura di germana pisa
a cura di gea - 07 Dicembre 08