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A botta calda
Demoliamo subito il mito

Non c’è dubbio che un’opera di tentativo di demolizione del mito Obama sia cominciato,almeno qui in Italia: non sono passate 72 ore dalla sua vittoria che già sono state espresse due cosiddette "gaffes" stituzionali: ieri Gasparri, che diceva come AlQaeda sia contenta della vittoria di Obama, oggi Berlusconi che da Mosca definisce il neo presidente: "giovane bello e abbronzato". (a breve giro minimizza sorpreso: ma come, la mia espressione era "una assoluta carineria").

Vedo poi che Cazzullo - sul Corriere -  scrive che Obama si deve “dare una calmata” nel rispondere alle email per non correre il rischio di essere messo tra la posta indesiderata.

Certo, Obama è portatore di progetti che non collimano con le scelte che si vedono fare da noi, vedi quelle sull’Ambiente, e sulla riduzione delle emissioni e tutto il resto, e certamente per contrastare una pericolosa deriva obamica nella opinione pubblica che potrebbe  pericolosamente porsi delle domande e fare dei confronti,  cosa c’è di più efficace di ricorrere all’arma della volgarità, che tale è quella frase di B.  come a voler sminuire, far scendere dal piedistallo; e poi alternando ciò con la "gaffe" pesante, insinuante (come Gasparri); o con la penna del giornalista intinta nell'acido, e via cosi?

E, quanto alla frase di Berlusconi, come escludere che non abbia tollerato in cuor suo di essere oscurato per qualche giorno dalla figura di Obama? Tanto più alto?

E Berlusconi considera il mondo il suo personale palcoscenico dove fare il cabaret? E quando non gli basterà più questo, si esibirà magari dallo spazio?

E scommettiamo che non finirà qui...?

E il parere di uno psichiatra, magari?...

 

di gea - 06 Novembre 08