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Quanto è trendy la povertà

E’ quanto mai interessante verificare, ogni tanto, come forme di comportamento, di creatività che nascono nella società  o nelle relazioni interpersonali vengano intercettati dal mondo della  pubblicità, del marketing, che li presentano nella cornice ”nuove tendenze”, “atteggiamenti trendy” eccetera.
Percepiti in questa cornice, diffusi dai media, questi comportamenti e tendenze tendono appunto a diffondersi. Solo allora in modo significativo. Non è una novità che ciò avvenga ma finora si era letto di questo solo su alcuni libri per esempio  di Naomi Klein o su testi che analizzano le fonti delle mode, là dove si dice che e’ consuetudine di esponenti della pubblicità e della moda osservare nelle strade i modi di abbigliarsi specie dei giovani, per poi assumere ciò come proprio della Moda.

Per fare un esempio di quanto  sopra detto: sembra che si stia diffondendo – o perlomeno così dichiara una trasmissione radio  (Cohusing-camp), dedicata alle “ nuove tendenze,  nuovi stili di vita”…un aspetto nuovo di quello che fin qui è stato chiamato baratto, che tale rimane, ma inserito in una cornice di moda: nel contesto di una  riunione di amici, in casa ci si scambia oggetti del guardaroba, e anche altri oggetti. Un modo creativo, dice la trasmissione, per non avere “senso di colpa per lo shopping”.
Insomma, non ammettiamo a noi stessi di non avere più molti soldi da spendere ma non chiamiamo scambio o baratto quello che tale è bensì; lo chiamiamo con una parola inglese trendy che dice la stessa cosa.
E se poi questo scambio avviene tra membri della classe sociale che normalmente va a fare la spesa in centro, che importa…E’ una nuova tendenza è la moda del momento: ci si adegua per forza.

Nulla da eccepire, se questo porta ad una consapevolezza che non è necessario per vivere l’usa e getta e l’acquisto continuo del nuovo.

*

Tra gli altri “comportamenti trendy” ce ne sono tuttavia un paio (non i soli) che fanno sussultare : sono in uso nelle classi alte: pare che sia molto ambìto pagare una fortuna per fare un soggiorno di vacanza estremamente scomodo anzi assolutamente faticoso e disagevole, dove si mangia quasi niente e si fatica un sacco, in ambiente scomodissimo: un vero masochismo
Ci sono poi dei nuovi ricchi specie nell’ex Unione Sovietica  che ambiscono a pagare moltissimo per vivere una giornata da vero povero, nei suburbi "per avere "emozioni forti". 

*

Tra le notizie radiofoniche da me ascoltate di recente  ce n’è una che scandalizza particolarmente e che forse  - o forse no – vedremo ripresa e commentata da altri media. Questa: nei luoghi del casertano, alle porte di Casel di Principe una grossa villa intestata alla madre Mario Jovine, boss dei Casalesi è stata affittata ad ufficiali della Nato, per 3000 euro mensili . Analoga cosa per altre ville del territorio e di proprietà della medesima malavita, sempre affittate a membri della Nato. Lo Stato dunque finanzia la camorra.

 

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su pubblicità, media, mediattivismo vedi anche

 

 

di ciottolo - 26 Ottobre 08