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Buon compleanno Yousuf

Gaza, 2 gennaio

Infine mi sono decisa a mettere Yousuf in un asilo nido. Non perché avessi bisogno di qualcuno che lo guardasse, ma perché volevo che, almeno qualche volta alla settimana, stesse con altri bambini della sua età. Ho capito che per lui era venuto il momento di prendere contatto con il mondo esterno quando, in uno stato avanzato di noia, ha iniziato a battere la testa contro la parete della cucina. Scherzo, naturalmente. Ma il piccolo ha davvero bisogno di qualche amico. Così ho cercato e cercato, e più asili vedevo più ero preoccupata. Gaza non ha esattamente i migliori centri per l’infanzia, per usare un eufemismo […]. Alla fine ho trovato un posticino grazioso e pulito non lontano che, per evitare il sovraffollamento, accetta solo un numero limitato di bambini (e non usa a mo’ di sedativi il cibo e il sonno per tenerli fermi). Oggi è ufficialmente il suo secondo giorno, e gli piace moltissimo, forse più che a me. A me mancano i suoi dispetti del mattino e le sue disperate suppliche perché lo salvi da mia madre mentre io lavoro alla mia scrivania. Ma sono sicura che è per il meglio. […]
Adesso è sera tardi e sto lavorando. Mentre batto al computer sento gli elicotteri da combattimento volteggiare sopra il mio appartamento a Gaza City. Non sono lontani, anzi, proprio sulla mia testa. Aspetto che un inevitabile missile sfrecci sopra la nostra casa. Finora non è successo, ma i segni non promettono bene. Ieri i boati sono andati avanti fino a ore inconsuete della notte. Uno subito dopo le due, un altro dopo le sei.
Ecco di nuovo gli elicotteri. Meglio mettersi al riparo, non si sa mai… e prepararsi per la notte che ci aspetta.
Laila El-Haddad

dalla rivista: "Qui appunti dal presente"

a cura di gea - 08 Maggio 08