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Educazione ai media
Megachip nella scuola - Conflitto e rappresentazione di genere

Conflitto e rappresentazione di genere

Evoluzione del modello maschile e femminile attraverso la rappresentazione letteraria, iconografica e mediatica nella società multietnica

Premessa
Il progetto si colloca all'incrocio tra gli interessi del progetto intercultura - attento ai temi dell'alterità - e quelli dell'educazione alla pace e al rispetto delle differenze. E’ nostra cura promuovere un’attitudine partecipativa tra gli studenti sui temi dell’incontro con l’altro, di educazione alla cittadinanza, di promozione di una cultura di pace, privilegiando, per tale approccio, la ricerca e l’analisi delle fonti documentarie e la pratica laboratoriale. Se negli anni passati il percorso di lavoro si è incentrato sul tema del conflitto combattuto o interiorizzato, la proposta di quest'anno propone una riflessione critica sui modelli di genere attraverso la loro codificazione storica, la rappresentazione iconografica, letteraria che penetrano il tessuto sociale di culture diverse attraverso stereotipi ricorrenti e pregiudizi, il cui superamento può essere quello di un’inedita civiltà dell’ascolto e della relazione multietnica. S’ipotizzano due percorsi: uno rivolto al triennio, legato alla storia del movimento di emancipazione delle donne; il secondo, dedicato al biennio, considererà la specificità dei diversi linguaggi: letterario, iconografico, mediatico in cui relazione e conflitto di genere vengono rappresentati.
L’educazione ai diritti della persona si basa anche sulla valorizzazione delle differenze tra l’universo maschile e femminile e sul superamento degli stereotipi che inducono comportamenti costrittivi e lesivi della dignità individuale. La relazione di genere, improntata all’incontro tra entità diverse, è ancora oggi caratterizzata da contrasti impliciti o espliciti che hanno risonanze anche nelle realtà della vita associata, comprese quelle familiari o scolastiche. L'ambito di progetto risponde dunque alla necessità, evidenziatasi in tempi recenti, di non ignorare la solitudine di chi costruisce la propria identità affettiva subendo l’aggressività verbale (e non solo) legata agli stereotipi contro chi non aderisce ai modelli normativi dominanti. Tale spaventosa solitudine in una fase delicata come quella della metamorfosi dall'infanzia alla giovinezza segna drammaticamente le pagine di cronaca. Adolescenti emarginati da una cultura omofobica si rinchiudono nella cornice del disprezzo e ne vengono schiacciati assumendo su di sé la violenza degli altri e mutandola in atti autolesionistici. L'incontro-scontro relativo alle diversità di appartenenza all'universo maschile e femminile si esprime attraverso la marginalizzazione e la definizione storica di ruoli verticali e gerarchici che nel tempo modificano le loro forme nell'ambito familiare e sociale. Riflettere su modelli forti considerati vincenti e sulla sopraffazione delle persone considerate più deboli (donne, omosessuali…) significa costruire “antidoti preventivi”, attraverso l’educazione nella scuola, alla violenza cui la cronoca ci ha tristemente abituati.
Un’educazione alle differenze, al rispetto e all’ascolto reciproco è un ottimo banco di prova per instaurare rapporti basati sul confronto dialettico e sulla collaborazione di gruppo; tali pratiche favoriscono lo sviluppo armonico della identità individuali. La scuola è uno degli ambiti significativi per favorire opportunità di crescita civile e costruire le condizioni di sviluppo di una cultura di pace di tolleranza. E’ interesse generale espresso anche nello spirito delle disposizioni ministeriali in tema di programmazione didattica e di obbligo scolastico, promuovere percorsi di educazione alla cittadinanza, ai diritti umani e civili che rafforzino lo sviluppo armonico della persona e l’educazione all’affettività. Il progetto, in tal senso, vuole investire nella pratica della risoluzione dialettica dei conflitti intesa a disinnescare modalità di prevaricazione e aggressione verso l’altro da sé.
Accogliendo inoltre la proposta dell’Accademia della Pace, sarà ospitata una mostra itinerante esemplificativa di un’esperienze di coesistenza tra popoli (relativa ad una realtà mediorientale di convivenza etnico-religiosa – islamica, ebraica, cristiano-maronita). Si inviteranno inoltre gli studenti e le loro famiglie a sostenere la costruzione di una struttura sportivo-ricreativa per i giovani e i bambini del quartiere di Bab el Tabbbaneh a Tripoli di Libano promosso dall’Accademia della Pace.Si ricorda che la nostra scuola è contemporaneamente impegnata a sostenere finanziariamente due progetti in Africa che hanno un legame con attività di volontariato di studenti e docenti dell’Istituto.[...]

SEGUE NEL DOCUMENTO PDF ALLEGATO

Redazione - 17 Aprile 08