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Tirano le pietre

Da Dazebao informazione on line, l'editoriale di Alessandro Cardulli

Sono gli ultimi giorni. Ancora qualche possibilità di convincere gli indecisi che si collocherebbero in maggior numero dell’area del partito democratico e della Sinistra.
Tradotto in soldoni significherebbe che maggiori sono le possibilità sia del Pd sia della Sinistra Arcobaleno di incrementare i propri voti.
Ovviamente, se fosse come più volte hanno indicato i sondaggi, a farne le spese sarebbe il partito di Berlusconi con aggiunta di Fini. Fra gli indecisi di centro e di destra le opzioni premierebbero, rispettivamente, la coalizione di Casini e il partito del duo Strorace con spalla, come nel classico o varietà, la focosa Santanché. Accade così che Berlusconi accentui i toni, quasi al limite del terrorismo politico, contro chi pensa possa sottrarre voti alla sua creatura e accusa gli italiani che votassero per Casini di essere dei “masochisti”.
Non poteva mancare Bondi, la coda del capo, che definisce l’ex presidente della Camera come robetta, “non un leader lungimirante”.

Storace, nella prosa berlusconiana, diventerebbe addirittura un amico dei comunisti, perché chi vota il suo partito fa vincere i comunisti.

   Anche dal Pd non scherzano in quanto a menzogne e attacchi che sfiorano il ridicolo tirando pietre, secondo la “ scuola” berlusconiana, al candidato che gli da più fastidio, Bertinotti della “Sinistra Arcobaleno”. Veltroni intanto, dovrebbe fare i conti sui costi delle promesse elettorali.
Perché, se non andiamo errati, aveva già raggiunto il limite massimo sostenibile, proprio a suo dire, per il bilancio dello Stato ormai venti giorni fa. Visto che ogni ventiquattro ore sforna nuove promesse i costi dovrebbero essere diventati talmente alti che neppure il bilancio Usa, che va a ruota libera, potrebbe sostenerli.
   Ma, che vale? Siamo in campagna elettorale, meglio prendersela con Bertinotti ,accusato di aver “segato” fin dal primo momento il governo Prodi. Dimentica che forse è stata proprio la nascita del Pd a menare i primi colpi di scure e poi sono stati i fidi alleati come Dini, Mastella e soci , per non parlare di Binetti e l’ala dei “flagellisti da cilicio” a dare il colpo di grazia. Dimentica che, per esempio, per quanto riguarda le pensioni, i salari, proprio la Sinistra Arcobaleno aveva chiesto, invano, durante la trattativa con i sindacati quello che oggi Veltroni va promettendo.
    
Un Veltroni che si autoesalta lanciandosi in pericolose previsioni che vedrebbero il Pd ad un’incollatura dalla coalizione berlusconiana. Ma il ridicolo dovrebbe coprire di rossore soprattutto il volto di Franceschini, il vice di Walter, quello che, concordando con Berlusconi, vorrebbe far alzare gli studenti quando entrano in classe i professori. Non ha proprio capito niente del mondo dei giovani. Non è alzandosi in piedi, che si ricrea la passione per lo studio, il rispetto per chi ti insegna. Tutto questo non sfiora la mente fervida di Franceschini che rispondendo ad un malizioso intervistatore, di fatto, paragona Bertinotti a Nader il quale, con la sua candidatura a presidente degli Stati Uniti, fece vincere Bush. Lui farebbe vincere Berlusconi. Ma Franceschini conosce bene i partiti americani? Sa come si vota negli Usa? Ha idea di cosa siano le convention, di quali siano gli interessi in campo? Forse non merita risposta migliore di quella che gli ha dato Bertinotti parlando di “volgarità”. Ma la palma del cretinismo politico spetta senz’altro a Oliviero Beha e ad un anonimo giornalista del New York Times. Il primo dice due coglionaggini.
   
   Credendo di fare lo spiritoso riferisce delle “bordate di Bertinotti contro Veltroni e Prodi” e a favore della lotta con classe (cfr cachemire). Poi, scopre, che Rifondazione ha avuto un contributo per spese elettorali. L’Oliviero conosce le leggi dello stato, siano buone o sbagliate, sa o no che tutti i partiti hanno un rimborso elettorale? Allora la smetta con il cachemire. I nostri dieci lettori ci scusino per il linguaggio non da gentiluomini che usiamo per l’occasione, Beha vorrebbe vederlo con le toppe al culo? O vorrebbe vedere i metalmeccanici inneggiare a quel Caleario, candidato Pd, che li ha costretti a più di cinquanta ore di sciopero per conquistare il contratto? Chiudiamo con quanto riferisce il New York Times, secondo cui “Ferrara è il più avvincente nella campagna elettorale”.La stupidità non ha limiti.

lunedì 07 aprile 2008  
Editoriale di Alessandro Cardulli
 

Alessandro Cardulli - 08 Aprile 08