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Stampa internazionale
Il sogno di Obama analizzato da George Lakoff

George Lakoff uno dei più noti linguisti americani insegnante di scienze cognitive e linguistica al'Università di Berkeley, California, analizza su Internazionale di questa settimana quello che, nei media americani è stato definito Il discorso sulla razza di Barack Obama ma il cui titolo è A more perfect union, un'unione più perfetta. Lakoff,  non  nega  si sia trattato di un "discorso sulla razza, anzi lo è ed è "il più importante degli ultimi decenni" ma la sua importanza sta in altro, nell'essere  "un discorso sulla natura dell'America, dei suoi ideali e del suo futuro" e "uno dei più grandi che abbiamo mai sentito".

Lakoff von vuole fare di quel discorso una analisi solo linguistica,  ma estende la sua visione e il suo giudizio;prende in esame e descrive la cornice e il luogo in cui è stato pronunciato, (e la cornice sono le bandiere che circondano Obama ritte e magre come la sua figura, il luogo è Filadelfia la città dove furono scritte la Dichiarazione di indipendenza e la Costituzione e che un tempo ospitava la piu' grande comunità afroamericana d'America). Il contesto qual'è? E' stato quello nel quale il candidato Obama ha dovuto rispondere ad una offensiva elettorale della rivale Hillary e della stampa:

"Lui, il fautore dell'unità era finito al centro di una campagna che tendeva a creare divisioni. I suoi avversari dicevano che la sua eloquenza era tutta parole e niente fatti"[...]Nel tentativo di tenere unite maggioranza e opposizione Hillary si era spostata a destra, rinunciando ad alcuni valori fondamentali. Obama invece ha capito che alcuni di quei valori fondamentali sono condivisi da molti conservatori e indipendenti. Doveva cercare di coinvolgerli senza rinunciare ai suoi valori. Ecco quale sarebbe stato lo scopo del suo discorso"[...]

"per dimostrare le sue doti di leader doveva apparire calmo come al solito (anche se probabilmente era deluso e forse arrabbiato)) aprire le braccia anche a chi lo criticava. Doveva essere come diceva di essere".

Nell'articolo Lakoff esalta tutti i passaggi del discorso,e cita il brano che qui riporto:

**"L'essenza dell'America era già lì nel suo documento fondante, che è stato applicato in modo imperfetto e che spetta a noi mantenere vivo e realizzare nel miglior modo possibile. Il cuore della nostra democrazia è la concretizzazione dell'empatia, un'organizzazione politica che ci permette di prenderci cura gli uni degli altri, di proteggerci a vicenda, di creare insieme la prosperità e aiutarci a vicenda a vivere una vita appagante. L'America è una famiglia e il suo futuro sono i nostri figli - che dobbiamo far crescere in sintonia con la natura, a cui dobbiamo assicurare una casa, che dobbiamo nutrire, istruire secondo le loro capacità, mantenere in buona salute e aiutare a prosperare, arricchire con la musica e l'arte, e a cui dobbiamo garantire delle istituzioni che li mettano in ghrado di affrontare uniti tutte queste responsabilità. La forza dell'America è nei suoi ideali e nel modo in cui li realizziamo. Gli americani sono arrivati qui da tutto il mondo, hanno legami familiari, etnici e culturali praticamente con ogni paese e legami umani con tutti i popoli. Il nostro agire nel mondo deve riflettere questa realtà" **

"Tutto questo è politica. La politica è essenzialmente etica, significa fare quello che è giusto E anche i meccanismi che determinano la legittimità dell'autorità politica, dalla raccolta dei fondi al conteggio dei voti, dovrebbero riflettere questi valori. Questa è la politica che gli americani hanno sempre desiderato, quello per cui tanti di noi si stanno impegnando e di cui abbiamo intravisto un barlume in questo discorso."
"Questi ideali non diventeranno realtà subito...Ma questa è la visione giusta. Indica gli obiettivi a cui, secondo me,  tendono tutti gli americani...Possiamo procedere in centinaia di modi. Ma questa è la nuova politica che noi americano vogliamo e vorremmo, nel 2012, nel 2016, nel 2020 e anche oltre."

Sì - diceLakoff - i due programmi - di Obama e della Clinton sono simili: posti di lavoro, aiuti alle famiglie, lotta all'avidità delle grandi corporation, unità, ritiro delle truppe dall'Irak assistenza ai reduci..
Ma "la senatrice Clinton parla sempre di interessi" "incoraggia la politica dei gruppi di interesse".
" Obama cerca di andare oltre i gruppi di interesse e la politica dei gruppi di interesse" "Quando Obama dice: - Io ho fratelli, sorelle, nipoti, zii e cugini di ogni razza e di ogni colore, sparsi su tre continenti- sta facendo una dichiarazione di politica estera, sta dicendo che la politica estera non è solo una questione di stati e di interessi nazionali, ma di persone, dell'intera famiglia del mondo"..."affronta sia nella forma sia nei contenuti i problemi fondamentali: così è l'America, chi sono e chi saranno gli americani, come dovrebbe essere la politica...

**
E' indubbiamente, questa di Lakoff, una analisi molto interessante anche per come evidenzia quali entusiasmi suscita effettivamente il candidato Barack Obama.
Dall'articolo: Il sogno di Obama
tratto dal settimanale Internazionale n. 738

a cura di gea - 05 Aprile 08