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Informazione negata
Conferenza stampa di Karma Chopel, presidente del Governo tibetano in esilio

Il 26 marzo scorso ha avuto luogo al Parlamento europeo una conferenza stampa, protagonista il Presidente del Governo tibetano in esilio, Karma Chopel. Dopo la presentazione di un esponente dei Radicali italiani, e di Marco Pannella e dei parlamentari europei Monica Frassoni e Pasqualina Napolitano, Karma Chopel ha raccontato le vicende del popolo tibetano, fino alle ultime drammatiche. Poi ha risposto alle domande di vari esponenti della stampa che insistentemente riguardavano, nella maggioranza, l'interrogativo del momento: come dovrebbe porsi l'Europa di fronte alla violazione dei diritti umani in Tibet; se e come segnalare la contrarietà verso la Cina, in occasione delle Olimpiadi di agosto.

Da Radio Radicale
26 marzo 2008

Conferenza stampa di Karma Ciopel, Presidente del Governo tibetano in esilio

"Buongiorno a tutti. Grazie per essere qui in questa conferenza stampa. D fianco a me ci sono Marco Pannella e Karma Chopel il Presidente del Parlamento tibetano in esilio: è stato invitato per un’audizione alla Commissione Affari Esteri questo pomeriggio, dopo la plenaria alle 5 e un quarto e, come gruppo della Alleanza e dei Democratici per l’Europa  siamo riusciti a aggiungere il punto sul dibattito intorno a quello che sta succedendo in Tibet e in Cina alla Sessione di oggi pomeriggio.
Come sapete, questo non accade sovente, solitamente si tratta di sessioni molto brevi e che non prevedono altri punti all’ordine del giorno. Io sono molto contento che il presidente Chopel abbia accolto questo invito, invito che abbiamo potuto fargli direttamente a Dharamsala perché c’erano presenti tre esponenti del Partito radicale non violento che hanno marciato insieme ai Tibetani da Dharamsala per molti giorni: il parlamentare italiano Sergio D’Elia e i vice presidenti del Partito Radicale Matteo Mecacci e Marco Perduca che gli hanno proposto questa visita in Europa.
oggi Karma è al Parlamento europeo; domani [27 marzo] sarà alla Commissione Onu di Ginevra dove il Partito radicale non violento ha organizzato una audizione presso il Consiglio Diritti Umani dell’Onu; e poi sarà nei giorni successivi in Italia

Voglio chiedere a Karma Chopel di introdurre questa conferenza stampa e poi naturalmente rispondere alle Vostre domande.
A Lei la parola.
*
"Signore e signori giornalisti vorrei ringraziarvi per aver accettato l’invito a intervenire a questa conferenza stampa. Stamattina leggevo notizie dall’India, ora siete voi giornalisti coloro che operano nel settore dei media e siete sempre alla ricerca delle notizie più fresche e più recenti. Sono certo che conoscerete la situazione in Tibet, ebbene, il problema è che al momento gli ultimi giornalisti sono stati scacciati dal Tibet dunque la situazione in loco sicuramente non viene portata all’attenzione dei media.
Abbiamo però altre fonti di informazioni, fonti che secondo noi sono piuttosto corrette. Ebbene, la situazione è caratterizzata da una forte urgenza! I sollevamenti in Tibet che hanno avuto inizio il 10 di marzo di quest’anno – e come sapete il 10 di marzo è una data molto importante per i tibetani, visto che in questa giornata, nel 1959 vi fu proprio il sollevamento dei tibetani contro i cinesi in Tibet e i tibetani sono stati perseguitati. 
Per questo motivo il Dalai Lama e diversi altri tibetani  perseguitati hanno dovuto lasciare il Paese alla volta dell’India, del Nepal, del Buthan. Ora si sono dispersi in tutta una serie di Paesi. Ebbene, quest’anno, il 10 marzo, proprio in questa giornata, che ci ricorda il ’59, si celebrano i 49 anni dalla perdita dell’indipendenza del Tibet; e come sapete ora in Tibet abbiamo il regime cinese.

Abbiamo cinque organizzazioni non governative che avevano previsto una marcia a partire da Dharamsala, il quartier generale del governo tibetano in esilio dove vive il Dalai Lama. Ebbene, era stata prevista una marcia da Dharamsala verso il Tibet e la marcia era stata organizzata in maniera tale da durare 6 mesi, questo per creare una coincidenza  con i Giochi olimpici e questo naturalmente ha portato alla espressione di emozioni da parte dei Tibetani, emozioni di rifiuto del regime cinese e ora, secondo le nostre informazioni, le manifestazioni contro il regime cinese non si limitano alla Regione autonoma del Tibet, ma vi è un’estensione anche in altre Regioni del Tibet, e in particolare nella parte Nord orientale del Paese. Dunque, i sollevamenti contro i cinesi si stanno diffondendo anche ad altre Regioni e la polizia cinese non è in grado di controllare questi sollevamenti.
Immediatamente c’è stato un intervento dell’esercito con un conseguente eccidio dei tibetani in Tibet. Dunque, il governo tibetano è in esilio, come sapete, e vi sono cinque richieste da parte nostra all’indirizzo della Comunità internazionale:
innanzitutto si chiede che l’uccisione dei tibetani che sono innocenti naturalmente venga arrestata e si chiede un intervento della Comunità internazionale. Secondo: coloro che sono stati arrestati per avere espresso il loro dissenso nei confronti del governo cinese dovrebbero essere liberati. Terzo: coloro che sono feriti a seguito dei pestaggi…sapete che vi sono soltanto degli ospedali governativi e non ospedali privati.. E quindi, quando queste persone si rivolgono agli ospedali immediatamente vengono individuati come partecipanti alle manifestazioni e anziché venire curati vengono immediatamente arrestati. Noi chiediamo invece che ricevano le cure mediche adeguate.
Quattro: sappiamo che sono stati cacciati i turisti e anche i media internazionali sono stati estromessi dal Tibet, dunque vi sono dei diritti fondamentali, diritti umani fondamentali dei tibetani che vanno rispettati  come quelli naturalmente di qualsiasi altro essere umano.
Quinto: i cinesi hanno attribuito tutti questi problemi a Sua Santità il Dalai Lama e ai tibetani in esilio dicendo che sarebbero stati costoro a promuovere la situazione problematica in Tibet.

Noi chiediamo dunque a questo punto che vi sia un gruppo indipendente di supervisione internazionale che si rechi in loco perché possa effettivamente appurare le cause di quanto sta accadendo. Sono questi i 5 punti fondamentali che ci stanno a cuore e i nostri amici tibetani , gli amici del Gruppo del partito radicale non violento mi hanno sponsorizzato perchè potessi intervenire qui oggi al Parlamento europeo , questo pomeriggio alla Commissione Affari Esteri e domani sarò a Ginevra per intervenire davnti al Consiglio per i Diritti umani.
Poi abbiamo diversi amici italiani;per questo motivo mi recherò a Roma. Ciò che stiamo cercando di fare è dunque risvegliare la coscienza della comunità internazionale rispetto agli eventi in corso in Tibet. Il fatto di risvegliarla o meno questa coscienza ci sta a cuore perché la situazione in Tibet è molto critica, è molto urgente. Vanno avanti pulizie e massacri e se vi è una coscienza è giunto veramente il momento per la gente di farla sentire e di levare la propria voce a difesa dei diritti fondamentali del popolo tibetano".

MarcoPannella che ha lanciato la proposta
Pannella – Brevemente..Noi abbiamo riscontrato ancora una volta stamattina quando abbiamo ricevuto all’aeroporto il presidente…E lui ci ha detto che intendeva riservare alcune informazioni particolarmente importanti (documentazione)..non alla conferenza stampa ma della riunione successiva nella quale prevediamo che la parte che riguarderà il Tibet dovrebbe essere verso le 16 o poco dopo. Quindi lo annunciamo. Li’  la seduta essendo pubblica – sarà possibile registrare alcune cose che il presidente, con profonda ortodossia parlamentare (io in Europa, di questa ortodossia, trovo raramente traccia…) appunto lo trametterà a voi ma appunto attraverso la trasmissione al Parlamento europeo al quale è invitato.

Ciò detto vorrei aggiungere.. Ci terrei a sottolineare che la marcia delle 5 organizzazioni che che a volte in Occidente è stata presentata come NON e’ stata: una marcia di contestazione politica delle scelte politiche del Dalai Lama..Anzi! E' una marcia molto spesso di giovani e non giovani convinti che occorra rilanciare con maggiore intransigenza la rivendicazione nazionale ma non tanto nel senso di stato nazionale (ma per)il rispetto pieno della nazione tibetana tra l’altro nella sua ampiezza. E la dimostrazione che questa non era e non intendeva essere e non è stata!…Tanto è vero ha subito obbedito ad un invito del Dalai Lama …

Noi stessi come Partito radicale marciavamo in quella marcia, avevamo un parlamentare del partito radicale come Sergio D’Elia, e Marco Perduca e Matteo Mecacci Quindi siamo al corrente, abbiamo partecipato, vediamo, sappiamo che è la naturale dialettica di una comunità che... in genere negli esili (le rivendicazioni) rischiano di estremizzarsi o di distaccarsi.
E' una comunità consapevole della ricchezza possibile delle risposte…quella dell’autonomia invece che della indipendenza …che la non violenza non divenga un’ossessione…
Quindi il problema nostro europeo è un altro. Ne parleremo grazie ancora una volta al Grippo Liberal democratico
…Ho letto nelle agenzie di stampa che Solana avrebbe già annunziato che “lui va”. A nome di chi,!? Bisogna parlarne, è bene che se ne parli perché sennò c’è un problema: questa Europa notoriamente non ha politica estera se non ormai ridotta a marmellata poi però molte cose che sono importanti vengono date per acquisite e senza troppo dibattito.  L’ultima cosa che mi premeva sottolineare, anche personalmente: ho visto negli ultimi cinque mesi due volte, molto a lungo il Dali Lama, abbiamo contatti regolari col Presidente del Consiglio del Governo in esilio. Abbiamo, come qui ne è dimostrazione, la attenzione del Presidente che come vedrete, rispetta in modo piuttosto ortodosso la sua caratteristica di parlamentare di Parlamento non facendo confusione tra l’Esecutivo e la funzione di controllo.
 A dopo! per i giornalisti che vorranno seguire il dibattito."

Mario Borghezio, Pasqualina Napoletano, Moinica Frassoni
Pasqualina Napoletano auspica che a questo dibattito in plenaria faccia seguito quello alla Commissione Esteri.
[...]" Questa sessione è stata accettata dal presidente, ma trattandosi di una sessione straordinaria non ha consentito una preparazione che consentisse di elaborare un testo cosa che il Parlamento prevede di fare nella settimana della plenaria prevista però il fatto che non ci sia un documento non toglie valore al dibattito che voi potrete segure che inizierà verso le 16[…] Sulle vicende del Tibet i vari Gruppi si esprimeranno e credo che le posizioni saranno in qualche modo articolate soprattutto sull’atteggiamento da prendere rispetto all’evento delle Olimpiadi. Tuttavia io credo che la cosa a che a noi preme di più come parlamentari europei rispetto a quello che già diceva Marco Pannella è che i governi europei per una volta diano prova di una unità di intenti e ci evitino di assistere a posizioni in ordine sparso e costruiscano un percorso politico credibile che sostenga politicamente le posizioni del Dalai Lama, che in questo momento è in una posizione non facile, sia dal  punto di vista interno, sia dal punto di vista della relazione con le autorità cinesi.
E proprio per questo è importante il ruolo della comunità internazionale e anche gli argomenti che si utilizzano. Quindi io credo che noi tutti ci sentiamo molto responsabilizzati anche per il contributo che può venire dal Parlamento per migliorare, se possiile, i diritti del popolo tibetano e della regione del Tibet; anche perché il patrimonio storico, culturale, religioso che lì è concentrato non è un fatto che riguarda solo la Cina, ma è un patrimonio dell’intera umanità."

Monica Frassoni (parlamentare dei Verdi). "Noi abbiamo sostenuto la possibilita’ di fare un dibattito in aula oggi e anche nel mese di aprile e questo ha un obiettivo fondamentale che è quello di fare entrare direttamente in modo pubblico il Parlamento europeo nel dibattito su quale deve essere la posizione dell’Unione europea, sulla Cina, sui Giochi olimpici e sul Tibet e in generale su tutto il tema della democrazia e dei diritti in Cina.
Noi pensiamo che noi abbiamo un ruolo di occhio della comunità internazionale e che i giochetti che stanno facendo questo e quell’altro dicendo io vado, io forse..non sono l’Europa! Quindi il nostro ruolo, il ruolo che vorremmo che questa istituzione giochi è proprio quello di dire: la comunità internazionale dell’Unione europea dice un’altra cosa rispetto alla necessità che la Cina deve reagire e alle responsabilità che deve prendere rispetto ai Giochi olimpici . E non solo! Perché i Giochi olimpici dureranno un mese ma tutto il problema che c’è intorno e’ quello della democrazia, dei diritti !

Domande della stampa
Martina de El  Pais Spagna
–Lei ha parlato di massacri, di uccisioni,lei ci puo’ dare delle cifre affidabili? Quante persone sono state uccise e quante sono state arrestate in Tibet durante questi ultimi venti giorni di sollevamento? E nei 5 punti da lei elencati il primo richiede l’intervento della comunità internazionale ma cosa pensa lei…che tipo di intervento deve essere. Ad esempio, c’è un’idea che è in corso ,  il  boicottaggio dei Giochi olimpici. Questa sarebbe un’idea giusta? Lei l’appoggia? Seconda domanda…Sembrerebbe..dato che i cinesi sono molto prudenti rispetto alla loro immagine nel mondo…noi siamo ben lontani dai Giochi olimpici…cinque mesi sono ancora tanti.la domanda: lei non teme che la situazione potrebbe calmarsi e la comunità internazionale potrebbe dimenticarsi della sollevazione tibetana? Lei può prevedere che questo sollevamento continuerà?Risposta – le informazioni che provengono dal Tibet sono molto difficili da ottenere, però noi abbiamo delle fonti molto affidabili però molto dificili…delle persone che ci telefonano e che lo fanno a loro rischio. Dunque fino adesso di uccisioni confermate (non sappiamo quanti altri ce ne sono)…135 confermate. E poi 400 persone all’incirca sono state arrestate. E più di mille sono stati i feriti. Si tratta di informazioni molto grossolane però le informazioni sono molto difficili da ottenere però crediamo che il numero di persone che sono state uccise, ferite o arrestate potrebb essere dieci volte tanto.
Seconda risposta – Sì, vi è un pericolo, dato che adesso non soltanto la polizia ma anche l’esercito cinese è in guerra con un altro Paese, è in campo l’esercito, dunque potrebbe succedere che questo scoppio dei sentimenti tibetani contro la Cina potrebbe calmarsi, scemare, a causa della repressione. Però abbiamo anche un’altra informazione, che i tibetani sono lomto determinati e dicono che continueranno questo movimento fino all’ultimo. All'ultimo tibetano…Dunque la determinazione da ambedue le parti è molto forte sia da parte cinese di eliminare questa sommosa sia da parte tibetana di sacrificarsi. Ora per quanto riguarda i Giochi olimpici, il governo tibetano in esilio e la Sua Santita’ hanno avuto una espressione molto chiara: i Giochi olimpici devono andare avanti, dovrebbero svolgersi. Però dovrebbero essere capiti dal punto di vista della prospettiva tibetana. I Giochi olimpici devono continuare perché qualora la Cina fosse coinvolta in altre attività internazionali allora dovranno essere più conformi alle regole internazionali. Ecco perché devono svolgersi questi giochi olimpici però spetta ai Paesi di decidere secondo la propria situazione se partecipare o meno.

Giornalista Radio lussemburghese – Lei non chiede questo boicottaggio tutt’altro ma lei pensa (come e’ stato chiesto da alcuni) che i dirigenti europei occidentali quanto meno dovrebbero astenersi dal partecipare a quella che un sinologo chiama liturgia sportiva cioe’ questa cerimonia di apertura dei Giochi e anche la cerimonia di chiusura di modo di esprimere chiaramente che l'’Occidente non approva..
RispostaCome ho detto in precedenza, il governo tibetano in esilio ha una posizione: queste Olimpiadi dovrebbero svolgersi in modo che la Cina dovrebbe conformarsi alle regole internazionali. Ecco, adesso poi spetta ai singoli Paesi decidere. Secondo la loro coscienza,  la  loro posizione morale.
Grazie

Radio belgique -  Vorrei chiedere, cosa vuol dire lei ai dirigenti europei i quali non osano esprimersi in modo più severo nei confronti della Cina a causa di tutti i problemi economici. Vorrei sapere che cosa si aspetta lei da una missione internazionale del Tibet dopo quello che è successo dato che si sa che lavorare lì in modo indipendente è impossibile…Non è possibile viaggiare, incontrare delle persone senza essere sotto il controllo delle autorità cinesi..
Risposta - Quando è stato colonizzato, occupato il Tibet dalla Cina, nel 1959 Sua Santita’ il Dalai Lama e i tibetani in esilio hanno tentato di mostrare che noi non siamo soddisfatti di questo governo cinese, abbiamo avuto un ottimo appoggio da parte dell’Europa , anche da parte dell’America e anche da parte di altri Paesi . Da questo abbiamo attinto forza. ..Quando i tibetani oggi a rischio della propria vita si sacrificano in modo da esprimere il loro dissenso nei confronti nei cinesi lo stanno facendo a costo della loro vita pensando che i Paesi europei i quali hanno il potere politico, il potere economico , il potere morale…che questi Paesi si esprimeranno, diranno quello che pensano. La nostra speranza e’ che i leader europei non si compromettano a causa dell’economia e non mettano in gioco la vita di innocenti.

Radio Television... – Domani si recherà a Ginevra al Consiglio dei diritti umani…Che cosa si attende da quella istituzione che per un certo periodo di tempo è rimasta paralizzata..Secondo lei le Nazioni Unite data la posizione della Cina come Membro permanente del Consiglio di Sicurezza potranno veramente incidere sulla Vostra situazione?
Risposta - Grazie per questa importante domanda. Ebbene la situazione in Tibet al momento è estremamente frustrante …Vediamo la situazione di una persona che sta per annegare per così dire, anche se magari riesce ad aggrapparsi a un filo d’erba..Be’ se il filo d’erba c’è questa persona si aggrapperà farà di tutto per salvarsi. E allora Le dico: magari non abbiamo grosse speranze rispetto al Consiglio Diritti Umani però di una speranza si tratta pur sempre e la speranza è l’ultima a morire. L’altra sua collega mi faceva una domanda analoga alla quale rispondo: Noi cerchiamo di risvegliare la coscienza della comunità internazionale perché levi la sua voce a sostegno del Tibet, e questo a dispetto del fatto che i Cinesi bloccano individui ed organizzazioni impedendo loro di recarsi in Tibet. Però diciamo se qualcuno urla allo scandalo sicuramente questo contribuisce a risvegliare la coscienza internazionale

Financial Times Deuthland – Lei diceva che i tibetani sono sempre più frustrati a causa di questa situazione. Vi sono tendenze tra i tibetani che potrebbero essi decidere di abbandonare il cammino della non violenza optando per altri strumenti?
Risposta - Dopo il 10 marzo, data dell’inizio dei sollevamenti in Tibet la propaganda dei media cinesi ha iniziato ad operare. Ecco, uno dei principali strumenti è proprio questa cattiva propaganda intesa a fuorviare non solo il popolo cinese ma l’intera comunità internazionale. Si tenta dunque di promuovere una immagine violenta dei tibetani . Ma credetemi non è cosiì Ecco perche’ (a causa di quest cattiva propaganda) Sua Santità il Dalai Lama ha dovuto dire che se la maggioranza dei tibetani dovesse ricorrere alla violenza lui sarebbe disposto a rassegnare le dimissioni. Ma in realtà si è trattato di una sfida per i cinesi, è un messaggio che non si rivolgeva strettamente ai tibetani . Dunque, se di violenza si parla si puo’ dire che quando qualcuno viene picchiato o torturato, chiaramente ha il diritto all’autodifesa. Di qui nasce la complessità della situazione; per questo motivo si sono sollevate forti emozioni da parte dei tibetani che per quarantanove anni hanno assistito alla uccisione dei loro familiari, dei loro genitori o dei loro fratelli e al tentativo di distruggere sistematicamente l’identità del popolo tibetano. Dunque vi è stata una frustrazione che si è accumulata per cosi’ tanti anni e ha finito con lo scoppiare.  Probabilmente ammetto vi saranno stati episodi di ivolenza però credo che per la maggioranza si possa dire che i tibetani non ricorreranno mai alla violenza e non per l’autodifesa o se non per uno scoppio di emozioni

Sono di radio france international vorrei chiarire un punto. Lei sta dicendo che le Olimpiadi devono andare avanti almeno così mi sembra di aver capito ma che ne sarà della cerimonia di apertura e di chiusura . Secondo lei bisogna astenersi intervenire?Risposta - Spetta a ciascuno decidere. La nostra posizione per quanto riguarda le Olimpiadi inizialmente era stata presa a prescindere dalla situazione attuale. Noi avevamo deciso che fosse un bene disputare le Olimpiadi a Pechino . Ora la situazione certo è cambiata. Però la nostra posizione non è cambiata. Spetta ai leader politici decidere.
Grazie.

Giornalista testata spagnola– I leader europei hanno appoggiato la indipendenza per il Kosovo, ma forse vi aspettate un trattamento simile per il Tibet?
Risposta - (si sente una esclamazione emozionata del Presidente a questa domanda)
Lei parla del Kosovo!? Be’, il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza . Vi è stata una esplosione di gioia nel mio cuore come tibetano privato della libertà e dell’indipendenza. Per questo faccio veramente le mie congratulazioni al Kosovo . Io auspicherei lo stesso per il Tibet però la nostra situazione è molto difficile pertanto stiamo cercando di addivenire ad un accordo : se i leader cinesi sono disposti ad un compromesso. Tuttavia sinora le indicazioni sono altre :vi sono cosiddette delegazioni, vi sono incontri diplomatci ma siamo ancora lontani per il momento da una soluzione.

Conclusione dell'esponente radicale
Mi scuso con i giornalisti che non hanno avuto la possibilita’ di fare domande. Mi pare il nostro parlamento europeo sia onorato dalla presenza di un nostro omologo di Parlamento. Come avete sentito anche la possibilità aperta su cui più volte Karma Chopel ha insistito sulla partecipazione alla cerimonia di apertura credo che renda quanto mai attuali le cose che dicevano sia Frassoni, che Napolitano, che Pannella , cioe’ il ruolo del nostro parlamento europeo cioè per scegliere e per proporre alll’Europa una politica invece di essere sempre costretti a subirla e subire delle decisioni, la cui democraticita’ e trasparenza lascia spesso a desiderare. Grazie a tutti voi .

*

trascrizione di Germana Pisa, da Radio Radicale


 

Link
http://www.radioradicale.it/scheda/250380/conferenza-stampa-di-karma-chopel

trascrizione di Germana Pisa - 28 Marzo 08