Contatti
Home
 
         
Appuntamenti
Recensioni
A botta calda
Informazione negata
Il documento
L'intervista
Il punto di vista
Da leggere insieme
Accademia della Pace
Educazione ai media
Blob
Stampa internazionale
Lettere arte scienze
Biblioteca ideale
Lettere alla stampa
Stampa italiana
Informanews
Milano e Lombardia
ZERO il libro il film
Eventi e Segnalazioni
Governo notizie Elezioni
Canale Zero
Appelli
Pandora
Ambiente
Economia
Mondo facebook
Editoriale
Indueparole
Concertodiparole
Governo di Milano
 
Cerca

Parola chiave
Categoria
Autore
Dal
Al
 
Settembre 2017
D L M M G V S
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
 
Arcoiris
 
Link a sito nazionale
 
Casa della cultura
 
PARTECIPA MI
 
 
L'intervista
Intervista di Mela Tomaselli con Lenny Starforth Okwoyo sulla situazione in Kenia

Proponiamo l' intervista che la scrittrice e regista Mela Tomaselli, ha fatto i giorni scorsi, intorno al 19 gennaio, a Lenny Starforth Okwoyo studente universitario ed ex operatore sociale volontario presso il Centro di riabilitazione per bambini di strada di Kivuli, nello slum di Kabiria, Nairobi. Lenny descrive la situazione nella capitale e nel Paese: il clima di paura, la limitazione della libertà di espressione, la censura. La regista chiede notizie anche di Caleb il ragazzo che lei ha conosciuto, protagonista del suo documentario. Mela Tomaselli ha successivamente sentito al telefono un keniano ora in Italia ma che aveva partecipato alle elezioni politiche del 2002. La sua intervista seguirà a questa presto. In essa, tra l'altro,  egi affermava: ""Continuano i morti, e stanno mandando altri rinforzi dall'esercito per presidiare la seconda grande città del Kenya, Nakuru, ormai nell'anarchia totale.
Le accuse reciproche di genocidio che si mandano le due parti sono il
pesante muro, le pallottole sui cadaveri allineati sono la prova che la
polizia non spara solo gas lacrimogeni e acqua... dall'altra parte le
rivalse etniche esistono, ma sono episodiche, e ci sono anche casi in cui in
alcune zone a prevalenza Luo loro stessi abbiano consigliato famiglie Kikuyu
di emigrare in altre zone per non rischiare...."



***

INTERVISTA CON LENNY STARFORTH OKWOYO,
studente universitario ed ex operatore sociale volontario c/o il Centro di riabilitazione per bambini di strada di Kivuli, nello slum di Kabiria, Nairobi.
di Mela Tomaselli

- Qual è il target della gente che protesta in strada?

La gente sta protestando in strada perché sente gli sono stati negati i loro diritti democratici, la verità e la giustizia. La gente in grande percentuale sente che il loro presidente non è Kibaki ma Raila.

- Come dicevi prima, scuole e università sono chiuse perché Kibaki non vuole che la gente si incontri e si organizzi in luoghi pubblici e per il rischio che vengano distrutte le infrastrutture?

Sì, questa è una forma di furbizia. Le scuole, specialmente le università pubbliche e i collegi degli studenti, dei giovani non sono ancora aperti. Questo perché nelle università, ad es. ci sono un sacco di giovani di differenti tribù, comprese quelle in conflitto. Il rischio nell’aprirle sarebbe che il governo perderebbe questi edifici e quello che li contiene. Anche la vita degli studenti sarebbe a rischio.

- E’ vero che sia in atto una censura sulle tv e i giornali?

Non realmente una censura, perché stanno dando alcune informazioni alla gente, ma spesso i ministri vengono nelle agenzie a fare sì che non ci sia troppa critica; facendo severi ammonimenti contro notizie che potrebbero esporre il nostro paese e la sicurezza.

- C’è il rischio di una guerra civile o è giusto una falsa immagine, uno spauracchio che qualcuno alimenta?

Bene, non saprei dirlo, ma spero di no. Succede qualcosa di molto brutto,  ma è perché la gente sta lottando per conquistarsi i territori che hanno vinto… questo non è ancora molto chiaro ma spero che le cose andranno meglio appena comincerà il processo di riconciliazione per opera di Annan da stanotte o domattina.

- Pensi che ci sia qualche ingerenza esterna in favore di Kibaki (per es. da parte degli Stati Uniti o altri…)?

Sì, sicuramente! 14 paesi dal mondo sviluppato, inclusi Germania, Italia, Inghilterra e Stati Uniti dicono che sospenderanno le relazioni con il Kenya finché non si ristabilisce la giustizia. Questo in altre parole significa che sono contro di lui.
Dalla ri-elezione di Kibaki nessun paese si è ancora complimentato con lui. L’Inghilterra ha apertamente detto che loro non riconoscono Kibaki come presidente del Kenya. Così ieri il ministro degli affari esteri ha convocato per due ore l’Ambasciatore inglese nel suo ufficio . quest’ultimo ha poi dichiarato che rilascerà un suo chiarimento…

- Ci sono dei poliziotti che hanno manifestato qualche disaccordo ad intervenire contro la gente in strada?

I poliziotti lavorano sempre al servizio del comando. Ora, durante le dimostrazioni, l’ordine è di picchiare i dimostranti anche quando sono lì per il loro legale e democratico diritto.

- Cosa è successo a Caleb che è stato messo in prigione durante i disordini nello slum? (Caleb è il protagonista del documentario «Il Sogno di Caleb», vedi nota a parte)

Lui era in strada con i suoi amici e la sua chitarra. A un certo punto uno dei suoi amici ha rubato la bicicletta a un ragazzo che stava passando (probabilmente un altro loro amico). C’è stata una rissa e allora la polizia è intervenuta e ha arrestato i ragazzi. Anche la chitarra di Caleb è stata presa come elemento del crimine.
Non è stato trattenuto a lungo in prigione, l’hanno rilasciato, ma la sua chitarra è stata confiscata.

- Grazie per il momento.
Grazie anche a te, Mela.

- Quando sarò pronta ti farò un’intervista per telefono, ti avvertirò il giorno prima. Mi piacerebbe parlare anche con Caleb, ma prima vorrei una lettera da lui.

Non preoccuparti, cercherò di avere anche lui con me.
Ciao
Lenny

 

Link
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=1178
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=1232

A cura di Mela Tomaselli - 25 Gennaio 08