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Educazione ai media
Dal Concilio di Trento a Striscia la Notizia

Tra la Controriforma e la rivoluzione consumistica che, dagli anni Sessanta, ha portato una tv nella casa di tutti gli italiani, Pier Paolo Pasolini aveva visto un'analogia strutturale e un nesso storico: si tratta dei due principali punti di svolta nella storia culturale e sociale dell'Italia moderna. Così Pasolini, nella sua Sfida ai dirigenti della televisione («Corriere della Sera» 9.12.1973):

«L'antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l'unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l'edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo».
Storicamente la tv, veicolo del nuovo «edonismo di massa», ha preso il posto e la funzione sociale del catechismo e della predica domenicale come strumento educativo, come tramite per l'imposizione dei valori che debbono contribuire a mantenere i «semplici» (si diceva nel gergo controriformistico) nella loro posizione di subordinazione.
Questa saldatura, questo passaggio di consegne in Italia hanno avuto la via spianata, più e meglio che altrove, dall'assenza di un contrappeso: la Riforma protestante e il secolo dei Lumi, in Italia, non hanno sortito alcun effetto su larga scala. Primo e fondamentale fra questi effetti sarebbe stato (ed è stato, nel Nord Europa) l'abitudine di massa alla lettura, che in Italia non si è mai diffusa, non avendovi preso piede né la figura del credente-lettore in proprio delle Scritture, programmato in linea di principio (sia pur con cospicui tentennamenti) dalla Riforma, né quella del cittadino-lettore dei giornali nato con l'Illuminismo.

A questo tipo di cittadino-lettore parla, idealmente, l'informazione quotidiana, per dargli elementi utili ad orientarsi nella società che lo circonda. Questo in teoria. Ma oggi, in una società come quella italiana, forgiata essenzialmente dai due snodi fondamentali individuati da Pasolini, a chi parla il tg e per quali fini? Per capirlo è utile a questo punto tirare in ballo Striscia la notizia .

2. Il telegiornale-varietà
È stato acutamente osservato che il successo del varietà di Antonio Ricci «nasce da un'intuizione fulminante: che tutti i telegiornali sono diventati dei varietà, ma Striscia la notizia è l'unico a saperlo».[...]

 

segue allegato documento Pdf.

 

Link
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=4158

di Michele Loporcaro - 17 Gennaio 08