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L'intervista
L’esperienza della web tv 'L’occhio del ciclone' – conversazione con Don Enrico

Sono in numero alto e sempre crescente al momento le web tv, come le web radio, ma non erano cosi tante nel 2004, quando nacque una vivace web tv nel territorio di Prato. “L’Occhio del Ciclone” – questo il nome della web tv – dalla collaborazione fra l’Ufficio di Pastorale giovanile della Diocesi di Prato, l’Associazione di Volontariato “LA LUNGA DOMENICA” e il CESVOT, organismo di promozione del volontariato nella Regione Toscana. L’occhio del ciclone si caratterizzò come strumento per l’espressione delle potenzialità artistiche dei giovani senza tralasciare i servizi più propriamente giornalistici e d’impegno. Pregevole la struttura del sito, come i suoi contenuti. Un corso di formazione preparò i protagonisti alla conoscenza e all’uso del mezzo audiovisivo. Qui una conversazione con don Enrico Cassanelli, che ha coordinato e continua a seguire il progetto. Radio nazionali hanno di recente intervistato don Cassanelli sulla web tv.

***

L’esperienza della web tv L’occhio del ciclone – conversazione con don Enrico


G.P. - Don Enrico, lei e i giovani di Prato avete avuto l’idea di  creare una web television già nel 2004, quando ancora  il fenomeno non era così diffuso (arcoiris tv per fare un nome era una di quelle esistenti, ne ricordo poche altre) Ormai mi sembra che ce ne sono centinaia di web tv (e di web radio). Quindi voi siete senz’altro stati tra i pionieri Quale è stata la spinta a realizzarla, la motivazione principale: favorire la espressione dei giovani, o anche altro?

E.C. - Questa web tv è una attività della Diocesi, della Diocesi di Prato insieme alla Associazione ‘La lunga domenica’..La spinta realizzarla: per entrambe le cose che lei ha citato: da un lato c’è stato  un intento pedagogico,  rendere attivi i ragazzi. Poi,scopo è stato  insegnare l’utilizzo di uno strumento di comunicazione sociale perchè di fronte alla televisione sono, si è passivi. C’è il web ma in genere il ragazzo è passivo di fronte alla televisione. In questi ultimi anni le cose stanno cambiando ma fino ad ora quello della tv è stato uno strumento solo di fruizione del tutto passiva. Quindi innanzi tutto rendere attivi i ragazzi.
Il nostro sito, poi, per scelta editoriale ha una caratteristica di privilegiare i contenuti artistici quindi cinema, musica, recitazione
Potevamo fare anche altro ma abbiamo privilegiato questa caratteristica.

G.P. - I ragazzi che età hanno?

E.C. - Quelli che hanno collaborato dai primi tempi avevano un’età di 20 - 25 anni, erano giovani della Parrocchia, ma non solo.

G.P. - Ho visto per primo quel filmato in cui c’è un padre che discute col figlio invitandolo a  informarsi sulla politica in vista delle elezioni, quando lui e poi i coetanei protestano la  loro indifferenza; e poi una lunga sequenza di descrizione di fans del Grande Fratello. Il filmato termina poi con l’attenzione dei ragazzi rivolta ad un fatto drammatico della realtà, nella strada, con la persona sulla torre …Qui si coglie un po'’quello che è l'apparente disimpegno dei ragazzi

E.C. - Sì quello, ricordo. Uno degli scopi della tv web è anche quello di raccogliere contributi che vengono realizzati in città. Quello che cita  è un contributo artistico che ha realizzato una scuola, non direttamente noi e volentieri abbiamo messo in rete un cortometraggio che,  altrimenti, passato il giorno della proiezione ufficiale, e a parte la consegna del dvd a qualche giornalista o agli amici, non si sarebbe visto più; e invece, ecco,  internet rompe dei confini, spaziali e temporali e il prodotto è fruibile nel tempo.

G.P. - Avete fatto una campagna promozionale alla nascita della web tv o il passaparola è stato sufficiente?

E.C. - C’è stato il lancio ufficiale con una conferenza stampa e poi per i giovani abbiamo realizzato un evento multimediale in un ambiente giovanile messo a dispozione del Comune di Prato che era uno dei partner del progetto.
E poi fondamentalmente, come in tutte le cose che riguardano i giovani, il passaparola.

G.P. - Ho visto che il sito e la tv sono veramente ricchi e vivaci ,  così  come le persone e i giovani che lo animano. Viene da pensare, anzi da esserne confermati, vedendovi che le potenzialità dei giovani sono largamente frustrate nel panorama sociale attuale, che sono fruitori di spettacoli e messaggi televisivi che non li aiutano certo a crescere, mentre basta, ecco, porli dall’altra parte della telecamera, renderli protagonisti delle notizie o delle storie o delle finction per scoprire tutta la loro ricchezza. Lo ho pensato mentre guardavo i primi dei prodotti della vostra tv, quelli del 2004. (purtroppo non mi e’ stato ancora possibile visitare tutto). Mi racconti lei don Enrico di alcune delle iniziative, delle  proposte, dei servizi, dei prodotti di questi anni, tra quelli che maggiormente hanno coinvolto tutti, quelli che vengono ricordati con più piacere e soddisfazione. E se ci sono state difficoltà particolari.

E.C. - Molti talenti rimangono sconosciuti per sempre. Tanti ragazzi bravissimi non hanno occasione per emergere e invece secondo me, come dimostra il sito web e molti altri, ci sono delle  persone veramente brave. Questo diventa un palcoscenico in cui mostrare le proprie potenzialità; nel suo piccolo.

G.P.
Il nuovo fenomeno, You Tube: può spostarsi l’attenzione verso quella forma?

E.C.
Da questo punto di vista, noi quando abbiamo cominciato abbiamo fatto una scelta ben precisa che ci ha salvato da questo ciclone di you tube, perché noi abbiamo scelto comunque di fare un sito legato al territorio pratese. E’ vero che uno può mandare il suo filmato da ogni luogo ma i contenuti del sito, la redazione sono volutamente legati alla realtà pratese. Non è vietato che un filmato si metta anche su you tube e contributi da fuori possono essere accettati o meno ma noi privilegiamo contenuti legati alla nostra realtà. Gli aggiornamenti sono meno frequenti ma il risultato è almeno originale. Quello che c’è sul nostro sito, se non ce lo rubano, su You Tube non si trova

G.P. - Mi racconti lei don Enrico di alcune delle iniziative, delle  proposte, dei servizi, dei prodotti di questi anni, tra quelli che maggiormente hanno coinvolto tutti, quelli che vengono ricordati con più piacere e soddisfazione. E se ci sono state difficoltà particolari. E poi volevo chiederle di quante persone è formata ora la redazione, ogni quanto si riunisce…

E.C. - Ma io credo che la soddisfazione più grande che tutti condividiamo è, in duplice maniera, quella di aver dato la possibilità ad alcuni ragazzi quelli della redazione, da un lato, di provare a fare qualche cosa di redazionale e di visivo e  quando abbiamo cominciato non era così scontato. E contemporaneamente aver dato la  possibilità a questi giovanissimi adolescenti pratesi di mostrare il loro talento agli amici e questa è una soddisfazione. Per me educatore è la crescita dei ragazzi nell’ambito della comunicazione sociale. i ragazzi la possibilità con un semplicissimo microfono e una telecamera familiare di raggiungere personaggi noti: abbiamo intervistato Oliviero Toscani, Lo Cascio, altri personaggi televisivi. Telecamera e microfono diventano una specie di lampada magica per avvicinare persone altrimenti inavvicinabili…

G.P. - C’e’ stata una scuola di audiovisivo oppure tutti si sono subito cimentati?

E.C. - All’interno del corso finanziato dal Cesvot era previsto un periodo di formazione sia per i ragazzi che lavoravano sull’aspetto redazionale che per quelli che lavoravano sull’aspetto delle riprese, del montaggio eccetera.

G.P. - Ci sono altri esempi di tv nel territorio pratese?

E.C. - Sì, ce ne sono

G.P. - Nate dopo di voi

E.C. - Sì, perchè ormai mettere immagini in movimento su di un sito è più facile. A quei tempi era una cosa abbastanza complicata ma ormai i programmi si stanno così evolvendo che è diventata una cosa semplicissima. Sono decine oggi le realtà che hanno immagini e anche filmati on line nell’ambito pratese nell’ambito dell’associazionismo o parrocchiale  e oltre. Noi abbiamo fatto questa scelta di non mettere testi scritti

G.P. -Le scuole sono state coinvolte, oltre a quel primo esempio del 2004 che ho citato?

E.C. - Ma le scuole fanno un po' più fatica ad essere coinvolte ci sono i programmi didattici che vincolano

G.P. - Non sono permeabili?

E.C. - Lo sarebbero ma i programmi scolastici lasciano poco tempo. C’è l’esempio di un professore che ha realizzato un progetto del Ministero ma non è così semplice entrare nelle scuole perchè hanno programmi già strutturati. Noi abbiamo lavorato con qualche classe ma in maniera episodica

G.P. - Non è così facile penetrare nella scuola. Da noi a Milano, da tre anni a questa parte, la Provincia sponsorizza il Progetto Accademia della Pace e noi come associazione Megachip realizziamo in questo ambito educazione ai media, uso dell’audiovisivo.  Si nota per il Progetto un grande interesse anche se non da tutte le classi o tutte le insegnanti , ma interesse forte e continuo, sì.


E.C. - L’Occhio del Ciclone, come vi è venuto in mente questo nome per la web tv?

E.C. - L’Occhio del Ciclone è perché c’è questa situazione paradossale: che l’occhio del ciclone è il punto più quieto del ciclone ed è un punto di osservazione originale. E così originale come questo occhio del ciclone dovrebbe essere la nostra web tv che prova a guardare la realtà non come la guardano tutte le altre televisioni ma cerca un punto di vista originale, quello dei ragazzi. come originale è il fatto che ci sia la quiete in un ciclone, l’originalità qui è la ricerca di fare una cosa usando un punto di osservazione della reltà differente

G.P. - I giovani cosa privilegiano: la recitazione, la musica, l’espressione artistica o anche c’è una parte di ricerca di notizie, prettamente giornalistica?

E.C. - Fondamentalmente il questo momento la televisione è legata all’essere un palcoscenico in cui si va ad assistere alla prova di una amico o un’amica, ma nostro ‘cavallo di troia’ per così dire è che una volta entrati nel sito si può poi scoprire un’intervista, un servizio impegnato, importante. Ce ne sono esempi lei vedrà, ci sono cose veramente belle da scoprire.

G.P. - Il costruttore del sito è uno dei giovani?

E.C. - Sì, lui ora da un paio d’anni lavora come web designer, è un geniaccio

G.P. - L’entusiasmo dei primi tempi  è rimasto immutato?

E.C. - Ora noi in questo periodo ci siamo fermati da un pò di mesi a questa parte ma solo perchè io mi sono trasferito a Roma dove sto facendo un corso di cinema. In primavera anche il settimanale diocesano ha espresso l’intenzione di darci una mano per cui dovremmo rimettere in moto la macchina. […]ogni minuto di filmato poi richiede un giorno per montaggio, messa in onda tutto quanto. E noi vogliamo fare una cosa dignitosa mantenere un livello alto

G.P. - Alcuni set sono nella parrocchia oppure no?

E.C. - No, fondamentalmente no. La nostra vuole essere una televisione di strada, con molti esterni quindi Poi in realtà noi con alcuni filmati abbiamo creato anche quattro puntate che abbiamo mandato sulla televisione diocesana Tv Prato quindi col “meglio di” abbiamo fatto due puntate collegate..c’erano due presentatori…C’era una piccola cornice e poi venivano mandati i servizi. Se uno vuol vedere una puntata ci s vuole un po’ di più a scaricarla perché sono in formato dwx (sotto, nel deposito, si trova scritto Ia puntata, seconda…Anche questo è molto bello, la possibilità di avere un aggancio televisivo un po’ più importante di una finestra web.

G.P. - Come ha accolto il  territorio di Prato la web tv,agli inizi. E  ora?

E.C. - Sì, molto bene! All’inizio era una cosa così originale che ha attirato subito la simpatia dei giovani devo dire oltre le nostre più rosee previsioni. Chiaro, poi bisogna avere un aggiornamento costante, noi lavoriamo di volontariato quindi a volte ciò non è possibile. Comunque possiamo constatare che nonostante al momento non ci sia aggiornamento ci sono persone che quotidianamente vanno sul sito. Non è poco questo

G.P. - Certo

E.C. - Io ho questa responsabilità di coordinare il discorso quindi ho questa intenzione a primavera di riprendere

G.P. - Far la tv ha fatto sì che i giovani siano diventati piu’ critici nei confronti della solita tv?

E.C. - Io credo di sì. Per dire, quando si montano le interviste ad esempio, che ci si rende conto che puoi fare dire tutto e il contrario di tutto alla persona che avevi intervistato quindi quando guardi la televisione ti domandi: ma lo ha detto veramente o è stato abile il montatore a fargli dire…a volte in buona fede a volte in mala fede ciò accade.

G.P. - Come avviene nella tv  solita. Quindi la tv fatta realizzata fa sì che si colgano tutti i suoi aspetti potenziali

E.C. - Facendo la tv si impara a decodificare il linguaggio. Tranne che per pochi il linguaggio tv è una lingua straniera che non riesci a captare se non nei contenuti; non nel linguaggio invece  quando un ragazzo ha gli strumenti di quel linguaggio si rende conto. E’ una alfabetizzazione questa esperienza.

G.P. - Certo. Quindi, la Diocesi di Prato ha sostenuto questa esperienza poi c’è stata La Buona Domenica che è la nostra veste laica operativa. C’e’ stato un periodo  di alfabetizzazione all’uso dei media e poi siete partiti. Le persone che sono partite sono più o meno ancora presenti oppure c’è stato un ricambio?

E.C. - Persone si sono aggiunte: solo una per motivi personali si è allontanata.
 
G.P. - E gli adulti del territorio possono entrare a far parte della programmazione?

E.C. - Sì ma come vedrà sono filmati soprattutto con temi giovani, di giovani. Un adulto  può essere che entri per dare un consiglio tecnico ad esempio; ma la redazione, lo staff sono tutti ragazzi

G.P. - Quindi la natura della vostra web tv e’ stata quella di essere una, vetrina un palcoscenico per l’espressione artistica intervallando con servizi più impegnati.

E.C. - Anche una verifica, nel senso ad esempio, quando si è avuta l’occasione di intervistare qualche artista si è potuto verificare se la sua immagine era una immagine di spessore, se era reale il suo valore o meno rispetto a come lo si conosceva attraverso la tv tradizionale. Può essere capitato di constatare che trattavasi di immagine di carta.

 

Milano 10 gennaio 2008

 

 


 


 

Link
http://www.locchiodelciclone.it

a cura di germana pisa - 10 Gennaio 08