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Dal Kenia 'Il vaso magico' di Mela Tomaselli

Durante un soggiorno in un villaggio di vacanza del Kenia, la regista Mela Tomaselli ha avvicinato - fuori delle 'porte dorate' di quel luogo di vacanza - una Africa più autentica. Dalla conoscenza di un gruppo di giovani musicisti che - guidati da un anziano Maestro - si esibivano in canti e danze della tradizione keniana, è nato in lei il desiderio di approfondire quella tradizione cercandone, attraverso le testimonianze locali, le fonti.  Come sempre accade, sono i racconti,  le leggende che hanno radici lontane ad esprimere l'anima più vera di una comunità. Mela Tomaselli li ha raccolti in un libro, ed un secondo è in arrivo. Il libro viene presentato nelle nostre scuole, attraverso la drammatizzazione, il canto, la recitazione, e con il coinvolgimento dei ragazzi . E' la suggestiva particolarità di quest'opera.

Proponiamo un breve estratto della intervista che Mela Tomaselli ha concesso a Gea , intervista che verrà pubblicata nei prossimi giorni e in cui si parlerà anche della più recente produzione della regista-. il documentario: "Il sogno di Caleb" .

Due documenti allegati: la presentazione del libro:"Il vaso magico", dell'Autore, dei collaboratori nel progetto di presentazione e drammatizzazione delle leggende e fiabe contenute. Il libro è edito dalla EMI Editrice Missionaria Italiana, Bologna)

*

[...]Mi sono resa conto di questa Africa che non potevi non vedere subito fuori dai cancelli del villaggio [...] il sabato c’era la serata africana e c’era un gruppo di ragazzi adolescenti, guidati da un maestro 57enne, non vedente, musicista, che  aveva creato - appunto - questo gruppo  di danze e canti tradizionali. Io mi sono innamorata di questo personaggio, li ho fatti venire in Italia a settembre '97, ricordo  (io ero stata lì a fine febbraio). Ho organizzato questo primo tour, facendo uno scambio – primo esperimento di intercultura -[...] ci sono stati altri due tour e intanto ho cominciato anche a guardarmi in giro.[...]

[...] l’attività di ricerca che avrebbe portato al libro è cominciata dopo un anno che avevo organizzato il primo tour…[...]
[...]Cercavo delle storie della tradizione e mi resi conto che non c’era nulla di scritto, che riguardasse la tradizione Giriama, poco o nulla anche a livello accademico ...si stava perdendo il materiale tradizionale; quindi ho provato il forte desiderio di cercare e di ‘fissare’ quanto scoprivo della antica cultura e lo ho fatto con l’aiuto dei ragazzi e delle comunità cui appartenevano[...]

D
Così è nata l’idea dei libri, di fiabe e leggende e racconti – di cui ho letto – editi dalla EMI. Tu hai avuto i contatti e il sostegno alla tua Ricerca da Autorità keniane...

R[...] Sì, il Governo doveva rilasciarmi il permesso di Ricerca e, per averlo, era necessario fossi affiliata ad una grande istituzione keniana: mi sono quindi affiliata al National Museum ed ho ottenuto il permesso di Ricerca[...] Per poter portare i ragazzi in Italia ho avuto l'autorizzazione e il controllo istituzionale. I ragazzi furono così accompagnati dal Provveditore agli Studi di Malindi il primo anno, da un funzionario dell'ufficio scuola della provincia di Mombasa in occasione del secondo tour e poi, per il terzo viaggio, il Provveditore più il responsabile ai servizi sociali della provincia di Malindi. Naturalmente, insieme c'erano gli insegnanti che badavano direttamente i ragazzi[...]

D[...]Come accolgono i bambini delle scuole italiane il racconto,  la drammatizzazione del libro?

Ho trovato ragazzi splendidi entusiasti.[...]

**
prossima pubblicazione della intervista integrale

*
Il sogno di Caleb
In quarta di copertina:

IN QUARTA DI COPERTINA...

I primi Giriama che abbiamo incontrato erano bambini. Abbiamo chiesto loro:"Ci raccontate una vostra favola?" Ma conoscevano solo quelle che avevano imparato a scuola, che non erano del loro Paese. Allora siamo andati dai genitori a domandare di raccontarci loro delle favole Giriama, ma non se le ricordavano, perchè era passato troppo tempo da quando erano stati bambini.
Siamo andati poi a cercare i nonni, e purtroppo molti erano già morti. Quei pochi che abbiamo avuto la fortuna di incontrare, ci hanno raccontato quello che si ricordavano. Ma ci hanno indicato la via: "Andate a cercare in un villaggio sperduto, dove non tutti i bambini vanno a scuola.
Alcune delle storie che sono in questo libro le abbiamo trovate lì. E ce le ha raccontate una bambina che si chiama Furaha. Il suo nome significa "felicità".

*

Mela Tomaselli, con Elena Bedei hanno presentato a Milano il giorno 12 ottobre scorso, in prima assoluta per l'Italia, il documentario: "Il sogno di Caleb" - di cui abbiamo dato notizia in queste pagine*

 








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=1154

a cura di gea - 25 Ottobre 07