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Il documento
Come ti tematizzo il cervello
Proponiamo un articolo scritto per il sito di Megachip, pagina nazionale il 21.10.2005 da Paolo Jormi Bianchi. La tematizzazione una tecnica di manipolazione estremamente efficace e per questo viene continuamente messa in opera dal concerto di potere politico e mass mediologico. Vale la pena di studiare come funziona, perche' in larga misura alla base della formazione delle opinioni pubbliche contemporanee. appurato che i media hanno una loro agenda di temi su cui riflettere, e che tendono a far in modo che tale agenda di temi diventi anche la nostra agenda: E' la cosiddetta teoria dell' agenda setting . La tematizzazione e' allora uno dei procedimenti concreti con cui tutto questo avviene. Per portare un evento o un insieme di fatti al centro dell'interesse e del dibattito pubblico, i media lavorano istituendo delle connessioni . In particolare, i media creano 1) una prima connessione tra un insieme di fatti, poi 2) connettono a sua volta l'insieme di fatti che hanno creato con un tema sociale piu' generale. A fare da collante tra il mix di eventi e il tema sociale che gli viene avvicinato, e'¨ spesso e soprattutto la drammatizzazione : la leva dei sentimenti e delle emozioni , tra cui la paura gioca un ruolo da protagonista. In particolare sul popolo americano la leva della paura ha un effetto indiscutibilmente efficace, per ragioni storiche e culturali, come racconta egregiamente Michael Moore nel suo Bowling a Colombine E' possibile ottenere effetti di manipolazione di vasta efficacia, se si utilizza bene lo strumento della tematizzazione: se il primo ingrediente, ovvero l'insieme di fatti ed eventi, viene creato come si deve e suscita l'interesse del pubblico, e se poi il collegamento tra questo insieme di fatti e la tematica sociale piu' vasta viene costruito in modo credibile, E' possibile riuscire a mobilitare l'opinione pubblica di intere nazioni in direzioni prestabilite. Un esempio, passando dalla teoria alla pratica, aiutera'  a capire. Una ricerca del 1990 di B. Mascherpa, condotta dal prof. Gianfranco Bettetini dell'Universita'  Cattolica di Milano, dimostra come l'incidente chimico di Seveso del 1976 sia stato collegato dagli organi di stampa, articolo dopo articolo, giorno dopo giorno, con altri fatti vicini e lontani nel tempo, quali i bombardamenti in Vietnam e la nascita di bambini-mostro da donne contaminate da sostanze tossiche. Ecco un pacchetto di fatti ben connessi tra loro, condito da una fondamentale dose di drammatizzazione: incidente di Seveso e bombardamenti in Vietnam; donne incinte di Seveso esposte alla diossina donne vietnamite esposte all'agente Orange. Una volta che venne confezionato questo pacchetto, esso fu poi connesso a sua volta alla tematica/problematica sociale dell'aborto. Si potevano lasciare che le puerpere di Seveso e dintorni partorissero piccoli mostri come era accaduto in Vietnam? Gli italiani a quel punto a gran voce chiesero e ottennero l'aborto terapeutico per le donne di Seveso che ne avessero voluto far richiesta; i giornali cavalcarono l'emozione popolare (da loro stessi abilmente spostata dal tema diossina al tema aborto); la vicenda fece crollare gli ultimi tabu' presenti nell'opinione pubblica italiana che sbarravano la strada alla legalizzazione dell'aborto, che presto non fu piu' solo terapeutico. Mascherpa e Bettettini con la loro ricerca, a nome di un ateneo di fede cattolica, hanno spiegato alla comunita'  scientifica come funzionava socialmente la tematizzazione, come essa sia efficace nello sfruttare l'emozione popolare, e hanno dato conto polemicamente data la loro fede religiosa, del processo sociale e politico che porta alla legalizzazione dell'aborto, una conquista del movimento per i diritti delle donne che la Chiesa ha vissuto come un vulnus. Noi oggi, nel 2005, possiamo giudicare piu' o meno accettabile il risultato di quella campagna di tematizzazione del '76, a seconda della nostra fede religiosa e della nostra impostazione politica, piu' o meno progressista e liberale. Ma resta sul piatto la straordinaria dimostrazione del funzionamento della tematizzazione che Bettettini ci ha offerto * Se vogliamo fare un esempio piu' vicino ai giorni nostri, possiamo fare riferimento al modo geniale e perverso con cui sono stati collegati tra di loro Saddam Hussein e l'11 settembre. Si tratta di un individuo e di un evento che non hanno assolutamente nulla a che vedere l'uno con l'altro, eppure la maggioranza degli statunitensi ha creduto (e con tutta probabilita'  crede tutt'ora) che Saddam Hussein abbia avuto un ruolo decisivo nell'abbattimento delle Twin Towers l'11 settembre del 2001 **, e questo grazie ad una massiccia campagna di tematizzazione che ha permesso al presidente degli Stati Uniti di portare il suo paese in guerra godendo di un vasto consenso. Ma come fa la tematizzazione ad ottenere risultati tanto sorprendenti? il principio dellaSpirale del Silenzio : si tratta di una teoria di Elisabeth Noelle Neumann del 1991. Sostiene che i media creano un clima di opinioneâ attorno ad importanti temi di interesse e dibattito pubblico, sfruttando la naturale tendenza delle persone a reprimere l'espressione delle proprie posizioni e idee, quando percepiscono che esse sono minoritarie o impopolari nella societa'  . Il silenzio di cui fa menzione la sociologa tedesca e' il silenzio di chi vede che la propria opinione e' minoritaria nella societa' . E' il silenzio di chi perde forza nel sostenere le proprie idee, scoraggiato da un clima di opinione non necessariamente corrispondente alla realta'  ma in molti casi deciso dai media, attraverso la tematizzazione. Gli individui si autocensurano credendo di avere un'opinione non solo minoritaria, ma anche scomoda. Il piu' delle volte la loro opinione non e' minoritaria affatto, ed e' scomoda solo agli occhi di una potente minoranza, ma gli si e' fatto credere il contrario. Rimangono a vociare e a farsi sentire, incontrastati, solo coloro che sostengono l'idea oggetto di tematizzazione. L'approvazione di leggi, l'avvio di guerre e altri eventi che coinvolgono intere collettivita'  nazionali, hanno la loro genesi al termine di simili processi. Il meccanismo della spirale del silenzio e' immediatamente ricollegabile e consecutivo quindi a quello della tematizzazione . Sono i media, attraverso la tematizzazione, a creare un clima di opinione e a soffocare opinioni divergenti. Mascherpa B. (1990), La stampa quotidiana e la catastrofe di Seveso. Verita'  e falsita'  dei giornali di fronte al problema aborto , Vita e Pensiero, Milano. cfr. Misperceptions, the Media and the Iraq War , Program on International Policy Attitudes, University of Maryland , 2 ottobre 2003, Paolo Jormi Bianchi I contenuti di questa rubrica, con ulteriori aggiunte e riflessioni, sono ispirati da Il problema della manipolazione: peccato originale dei media?  di Guido Gili, Editore Franco Angeli, 2001 documento allegato
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modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=942modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=942
http://www.pipa.org

testo di Paolo Jormi Bianchi da Megachip Nazionale - 01 Aprile 07